Euro2020: Belotti “Appartenenza e voglia di riscatto per vincere titolo”

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"Abbiamo toccato il punto più basso non andando ai Mondiali, con Mancini tornati grandi", dice l'attaccante FIRENZE (ITALPRESS) – Un peso da togliersi, una gioia da rincorrere e poi condividere con tutti gli italiani. Andrea Belotti legge così l'Europeo che gli azzurri hanno iniziato con una prova convincente. Era in campo a Milano quando la Svezia sbarrò la strada verso i Mondiali all'allora Nazionale di Ventura, un qualcosa che non accadeva da 60 anni e che il Gallo non ha dimenticato così come tutti i compagni e tutti gli italiani. "C'è un grande senso di appartenenza, sappiamo tutti quanto sia importante questa maglia e quanto sia importante far bene dopo aver toccato il punto più basso non essendoci qualificati ai Mondiali" spiega l'attaccante del Torino in un'intervista rilasciata a Uefa.com. Era in panchina con la Turchia, è entrato nel corso della ripresa e prima ha vissuto la partita con grande trasporto e incitando i suoi compagni su ogni pallone. "Sappiamo che abbiamo dentro di noi un dovere, ma anche tanta voglia di riscatto e questo ci serve per tirare fuori sempre qualcosa in più. Sappiamo che tutti siamo importanti, sia chi gioca dall'inizio e chi subentra perché le partite durano 90 minuti e tutto può succedere", dice Belotti che, come tutti gli azzurri, riconosce grandi meriti a Roberto Mancini per questa Italia che vince, diverte, coinvolge. "Il mister è stato bravissimo perché ha dato serenità e fiducia a tutti i giocatori. In quel momento – dice riferendosi alla mancata qualificazione ai Mondiali del 2018 – era una cosa che era venuta a mancare. Ha ridato entusiasmo, ha rifatto sentire l'importanza di ogni giocatore dentro al gruppo. E anche quelli che non giocavano si sono sentiti importanti e in dovere di aiutare quelli che giocavano. In questo è stato bravissimo. Poi essendo anche un grande allenatore ci ha dato delle idee di gioco, ci ha messi in campo in un determinato modo in cui ognuno può esaltare le proprio caratteristiche. Con i giocatori di qualità che abbiamo che creano presupposti per far gol anche con una giocata individuale, ti fa proprio divertire quando entri in campo e fai quello che sai fare". Tutti ingredienti importanti per sognare in grande, anzi per arrivare fino in fondo e presentarsi a Wembley. "Ci crediamo perché è un nostro obiettivo. Dopo aver toccato il punto più basso non andando ai Mondiali, l'obiettivo è stato subito quello di cercare di vincere questo Europeo. Sappiamo che ci possiamo arrivare ma dobbiamo comunque rimanere con piedi per terra e lavorare uniti di gruppo con la testa e concentrati verso ogni obiettivo, ogni partita. Solo così possiamo aspirare di giocarci la finale". Contro la Turchia il suo rivale ma soprattutto amico, Ciro Immobile, in campo dal primo minuto. Il dualismo tra i due è solo per la maglia, ma l'uno è il più grande tifoso dell'altro. "Siamo molto amici, ci conoscevamo prima di venire in nazionale perchè abbiamo giocato insieme a Torino. Quando è arrivata la prima convocazione è stato il ragazzo che mi è stato più vicino. Per me è stato un grande aiuto – spiega il Gallo -. E' una competizione sana perché anche se giochiamo nello steso ruolo, non c'è una rivalità. Anzi, ognuno cerca di dare consigli all'altro perché è giusto che sia così. Non vince il singolo, ma vince tutto il gruppo e la forza di questa Italia è il gruppo. Anche chi non gioca sa che può essere utile a un compagno. Tante volte parlo con Ciro perché da fuori dal campo magari vedo determinate cose e cerco di dargli dei consigli. Come calciatore è un grandissimo attaccante. Fa tantissimi gol, l'anno scorso ha vinto la Scarpa d'Oro. Quindi penso che non servano le mie parole per descriverlo come attaccante, bastano i numeri. Come persona è simpatico, un bonaccione, ci troviamo bene perché siamo molto affini. Ci troviamo in tantissime cose. E' molto simpatico e divertente". Non solo Belotti e Immobile, il reparto offensivo azzurro è molto ben fornito. "E' bello perché sai che in ogni azione di una partita può esserci l'occasione di fare gol. Avendo giocatori di qualità come Insigne, Berardi, ma dietro anche Jorginho, Barella, Verratti. Ma anche i vari Chiesa e Bernardeschi. Tutti giocatori tecnici che da un momento all'altro possono inventarsi una giocata. Quando hai dietro questi giocatori con un livello tecnico così elevato, sai che l'occasione per fare gol può arrivare in qualsiasi momento". Anche la fase difensiva fa dormire sonni tranquilli. "Io penso che nel calcio di oggi, si attacca e si difende in 11. Poi però penso anche che abbiamo i difensori più bravi. Me ne rendo conto quando ci gioco contro in allenamento o quando li affronto in campionato. Sono veramente forti i nostri difensori. Se per tante partite questa Italia non ha preso gol il merito è di tutta la squadra ma soprattutto dei difensori che fanno un gran lavoro e anche perchè abbiamo portieri molto forti". E allora sognare si può, il Gallo non ha dubbi e parla apertamente di obiettivo. (ITALPRESS). ari/com 14-Giu-21 18:34

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