Il cervello a riposo ottimizza le proprie prestazioni future

3 minuti di lettura

ROMA (ITALPRESS) – Quando siamo a riposo, ossia nel sonno o in assenza di compiti particolari, il nostro cervello produce attivita' spontanea che somiglia a quella registrata durante il comportamento attivo, ma il cui ruolo rimane ancora dibattuto. Una possibile descrizione di questa attivita' arriva da uno studio teorico pubblicato sulla rivista Trends in Cognitive Sciences a firma di Giovanni Pezzulo dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc) di Roma, di Marco Zorzi del Dipartimento di Psicologia generale dell'Universita' di Padova e Irccs Ospedale San Camillo Venezia, e di Maurizio Corbetta del Dipartimento di Neuroscienze dell'Universita' di Padova, Padova Neuroscience Center (PNC) e Veneto Institute of Molecular Medicine (VIMM). Nell'articolo "The secret life of predictive brains: what's spontaneous activity for" i ricercatori ipotizzano, sintetizzando i risultati di molti esperimenti comportamentali, neurofisiologici, e di neuroimmagini, che il cervello si comporti in maniera simile ad una particolare classe di algoritmi computazionali. "L'attivita' spontanea del cervello potrebbe riflettere il funzionamento di un modello generativo – spiegano Pezzulo e Zorzi -. I modelli generativi sono molto usati in Intelligenza Artificiale per la loro capacita' di generare spontaneamente, in un senso allegorico 'immaginare', degli stimoli come immagini o video simili a quelli che hanno appreso. Allo stesso modo il 'modello generativo' del cervello e' utile per la risoluzione di compiti particolari come il riconoscimento di un volto o la pianificazione di un'azione da svegli, ma rimane attivo anche quando e' a riposo. In questo stato, dunque in assenza di un preciso compito da svolgere e di forti stimoli esterni, l'attivita' spontanea potrebbe servire ad ottimizzarne le capacita' di apprendimento e le prestazioni future del cervello". "Quando sogniamo l'attivita' spontanea genera impressioni, emozioni, comportamenti, e perfino giudizi morali che sono indistinguibili da quelli che eseguiamo da svegli – conclude Corbetta -. Il cervello e' l'organo del corpo che in assoluto consuma piu' energia, circa il 20-25% del budget metabolico totale contro solo il 2% della massa corporea, e questo fabbisogno elevato dipende in gran parte dall'attivita' spontanea. In analogia con l'universo, in cui la maggioranza della massa e' invisibile, l'attivita' spontanea cerebrale e' stata definita la 'materia oscura' del cervello ma le sue funzioni rimangono misteriose. La nostra ipotesi fornisce una nuova chiave di lettura per comprendere piu' a fondo queste funzioni e ci proponiamo di testarla ulteriormente attraverso nuovi esperimenti e modelli computazionali". Questa linea di ricerca e' finanziata dai progetti ThinkAhead (European Research Council), Human Brain Project (H2020, FET Flagship), Dipartimenti di Eccellenza del MIUR ai Dipartimenti di Psicologia Generale e Neuroscienze, Fondazione CARIPARO, Fondazione BIAL, FLAG-ERA, Horizon 2020 European School of Network Neuroscience. (ITALPRESS). fsc/com 25-Giu-21 18:06

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Puglia, Emiliano incontra Aleida Guevara

Articolo successivo

Covid, Locatelli “Zone rosse per variante Delta? Riflessione da fare

0  0,00