“Guerra” fra commercianti in Via Condotti. Parla l’amministratore dell’Antico Caffè Greco

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Da tempo nella centralissima via Condotti a Roma, cuore dello shopping capitolino, è in corso una diatriba fra commercianti, ed in special modo fra i gestori dell’Antico Caffè Greco e i titolari dei negozi di alcune grandi marche dell’abbigliamento e della moda. Una vertenza che è finita davanti ai giudici amministrativi e che ha coinvolto pure il Comune di Roma.

Ma cosa è accaduto realmente? Lo spiega Carlo Pellegrini amministratore delegato dell’Antico Caffè Greco reduce da mesi di chiusure a causa della pandemia e di incassi mancati.

“Con la legislazione di emergenza – spiega Pellegrini -si è potuto allargare il dehors, con i tavolini all’aperto in una modalità ricca di stile confacente alla qualità della zona. Nonostante questo in via Condotti questa iniziativa di imbellimento, ma anche di sopravvivenza per il lavoro di oltre 30 lavoratori, prevista dalla legge, non è ‘andata giù ai grandi marchi della moda e del lusso che sono passati alle carte bollate. Il primo Municipio ha sposato in toto le loro tesi senza ascoltare né le nostre ragioni, né quelle dei nostri lavoratori e delle loro famiglie, stremati anch’essi da lockdown e chiusure. Così ci hanno intimato di rimuovere i tavoli esterni, provvedimento rispetto al quale abbiamo fatto ricorso al TAR, che non si è ancora pronunciato nel merito”.

Una prima domanda sorge spontanea: l’Istituzione, in questo caso il I Municipio, non dovrebbe mediare in certe situazioni e cercare di risolvere la situazione senza penalizzare nessuno? Possibile non vi sia altro modo per venire incontro alle ragioni di chi chiede soltanto di poter lavorare? Se ci sono dei contrasti fra attività commerciali non sarebbe auspicabile addivenire ad un compromesso invece di procedere a colpi di ordinanze?

L’Antico Caffè Greco si trova già al centro di un’altra diatriba giudiziaria che si trascina da anni e certamente questa con il Comune non era auspicabile per chi dopo mesi di blocco dell’attività stava tentando con fatica di ripartire. L’amministratore delegato spiega ancora: “L’Antico Caffè Greco è un locale vincolato da ben tre provvedimenti dei Beni Culturali sin dal 1953, in base ai quali viene definito ‘unico bene culturale e indivisibile’ che ha due comproprietari, titolari entrambi di diritti reali su di esso. Da anni, purtroppo, è in atto un estenuante contenzioso con l’Ospedale Israelitico di Roma, ovvero con la proprietà immobiliare delle mura: uso questa definizione in quanto la Antico caffè Greco srl è proprietaria dell’attività soggetta al vincolo e alla quale fanno capo gli arredi, le opere d’arte e la storica attività di pubblico ritrovo”.

Il vincolo – ricorda ancora Pellegrini – è stato ulteriormente confermato da una sentenza del TAR del 2011 in seguito ad una richiesta di rimozione avanzata dalla proprietà immobiliare. Dopo tale pronuncia ci è stato intimato lo sfratto per fine locazione al quale ci siamo opposti. Abbiamo sempre fatto presente la mancata disponibilità a un confronto da parte dell’Ospedale israelitico il quale non ha mai quantificato una richiesta specifica preferendo il contenzioso giudiziario. Alcune sentenze recenti, ancora non passate in giudicato, hanno sì convalidato lo sfratto, ma lo hanno dichiarato ineseguibile, in quanto comporterebbe lo smembramento del Bene Culturale, e quindi la sua distruzione. Se l’Ospedale Israelitico vuole avviare un tavolo di confronto noi siamo disponibili; altrimenti continueremo a far valere le nostre ragioni in sede giudiziaria”.

“Il Caffè Greco – ricorda ancora – è un Bene Comune che esiste dal 1760, centro di incontro di personaggi del mondo dell’arte e della cultura di caratura internazionale lungo questi due secoli e mezzo di storia. Oggi continuiamo ad essere promotori di eventi culturali producendo, nel pieno rispetto delle norme sanitarie, eventi di moda, musica, arte. Abbiamo una preziosa collezione d’arte di oltre trecento fra opere e cimeli storici che ci rende di fatto un Museo gratuito, fruibile a tutti e sempre aperto”.

Si spera che la vicenda si risolva per il meglio soprattutto per garantire la difesa dei livelli occupazionali già duramente compromessi dalla pandemia e dalla crisi economica che ne è seguita. Una battaglia, quella del Caffè Greco, che ha trovato anche appoggio da parte del leader del Partito Comunista Marco Rizzo che ha dichiarato: “Non si capisce francamente questo accanimento nei confronti di un locale storico della Capitale. I negozi di alta moda dovrebbero essere grati di avere i tavoli a ridosso delle proprie attività visto che i turisti che si fermano a fare colazione o a mangiare hanno anche la possibilità di ammirare le vetrine e sono pure invogliati ad entrare e fare acquisti. Invece di aiutarsi a vicenda si fa la guerra a chi sta lottando per tenere aperto e garantire il lavoro ad oltre 30 persone”. 

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