Maria Tudor: più cattolica o sanguinaria?

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Non tutti i personaggi storici ci hanno lasciato una immagine di sé e del loro passaggio sulla scena umana, così drammaticamente controverso come Maria Tudor, primogenita di Enrico VIII e ultima regina cattolica d’Inghilterra.

Da regina regnò sola, come donna, salita al trono dopo incredibili peripezie, sia politiche che religiose, intrighi, complotti e colpi di scena ebbe vita non facile.

Sotto suo padre Enrico VIII, un carattere irascibile e imprevedibile, visse momenti molto difficili e sicuramente fu segnata da terribili prove. Cadde in disgrazia più volte e altrettante fu riabilitata, ma evidentemente non seppe essere abile come la sorrellastra. Il suo temperamento spagnolo le procurò una vita sempre sull’orlo di un conflitto, ora con  il suo popolo, ora con il suo futuro marito Filippo II. Era fieramente cattolica, legatissima al ricordi di sua madre Caterina d’Aragona,  che  subì una sorte durissima, prima ripudiata come moglie e poi esiliata, isolata al punto che neanche l’adorata figlia poté assistere alla sua morte.

Quindi Maria era la nipote di Isabella di Castiglia detta ‘La Cattolica’.

Tutto questo ebbe un peso determinante nella sua formazione e chiaramente influì nel suo successivo essere sovrana. L’alternanza religiosa e forse la lacerazione peggiore per un popolo e per un regno.

Gli interessi politici ed economici si sovrapponevano a quelli religiosi e spesso ne erano il pretesto per agire. Impossibile essere neutrali: il doppio appellativo di  “Cattolica” e “Sanguinaria”  ci danno l’idea di come è passata alla storia così definita in un modo dai cattolici e l’altro dai protestanti.

Il periodo era talmente complesso e ricco di colpi di scena politici e religiosi da essere di delicatissima analisi storica.

In fondo lei cercò di riportare il paese a quella che era la sua antica fede. Si è calcolato che sotto il suo regno furono uccisi circa 300 fra eretici o ribelli politici. Ma se consideriamo le repressioni militari che fece delle rivolte popolari suo padre Enrico VIII, le cifre dei morti e delle esecuzioni non sono nemmeno minimamente paragonabili. Le repressioni volute dal re suo padre causarono migliaia di morti e i metodi di alcune furono ben più atroci e non meno spaventose di quelle attribuite a lei. Ma con lui la storia fu più accomodante.

Poco si ricorda della sua inaudita ferocia, mogli decapitate a parte, dettaglio così privato, ma delle esecuzioni di folle di contadini e dei religiosi che non volevano sottostare alla presunta e poco credibile sua supremazia sulla Chiesa d’Inghilterra rispetto al papa di Roma.

Ma la storia racconta a modo suo. O a modo di quegli interessi politici o economici, quasi mai religiosi, che poi ci tramandano. Forse l’Inghilterra che ne è scaturita non poteva essere severa con quello che sarebbe stato considerato il fondatore della Chiesa Anglicana. A Maria toccò la parte più difficile ed ingrata sia nella sua vita, in fondo breve, morì a 42 anni, sia nel suo ricordo arrivato sino a noi così drammaticamente doppio e antitetico di Cattolica o Sanguinaria.

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