Calcio: Tomori “Razzismo si combatte con l’educazione, Milan un sogno”

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"Il cambiamento culturale deve partire dai ragazzi", dice il difensore inglese MILANO (ITALPRESS) – "Il razzismo è ovunque. Italia o Inghilterra non fa differenza, ciò che conta è come lo combattiamo: con la cultura e con l'educazione. Il calcio può mandare messaggi importantissimi, ma serve coraggio". Fikayo Tomori ha le idee chiare sui passi da compiere per arginare un fenomeno che ha dato il peggio di sè anche agli Europei, in particolar modo nella sua Inghilterra dove la polizia ha da poco arrestato alcune persone sospettate di aver lanciato insulti razzisti contro i giocatori che hanno sbagliato i rigori. "C'è bisogno di un cambiamento culturale. È una minoranza di persone che vive sui social – sottolinea il difensore inglese del Milan in un'intervista al Corriere della Sera -. Se giochi una partita e sbagli un rigore, inevitabilmente ti riempiono di insulti, ma non è giusto e credo che tutti siano d'accordo che c'è bisogno di fare qualcosa, c'è bisogno di un cambiamento. Che deve partire dai ragazzi, dai più giovani". Un problema, quello del razzismo, che riguarda anche l'Italia. "Anche qui parliamo di minoranze, il problema è che molta gente non conosce le altre culture e quindi ne ha paura. Viviamo in un mondo multiculturale, lo si vede sia a Milano che a Londra. Bisogna migliorare a partire dall'educazione, così da far conoscere a tutti cosa è il razzismo e perché va combattuto". Lui nell'Inghilterra che ha perso il titolo ai rigori contro gli azzurri non c'era. "Siamo andati in vantaggio subito, dopo due minuti, la situazione era positiva. Ma credo che andando avanti con la partita ci siamo stancati e l'Italia è diventata più forte. L'Inghilterra ha fatto un grande Europeo, è andata vicino a vincerlo. Sfortunatamente non ci è riuscita. Ma l'Italia ha meritato. Ora si deve continuare così. Arrivare in finale è stato un gran traguardo. Ora pensiamo ai Mondiali, la squadra è molto giovane, il torneo è tra un anno, ogni giocatore avrà tempo per migliorare e prepararsi. Spero di esserci anch'io, è il mio obiettivo. Tutti i giocatori vorrebbero partecipare ai Mondiali, sarebbe un sogno per me. Il Milan è un'opportunità enorme, qui sto alla grande. Mi hanno subito accolto tutti benissimo, fin dal primo giorno. Grande società, strutture eccezionali. C'è tutto per crescere e per vincere. Un sogno. Obiettivi? Nulla è impossibile, si gioca sempre per vincere. Noi siamo una squadra giovane, stiamo crescendo, ma il secondo posto della stagione scorsa dice che siamo sulla strada giusta. Dobbiamo andare avanti così, step by step, passo dopo passo". Il Milan crede in lui tanto da aver investito 28 milioni per acquistarlo dal Chelsea. "Nessun peso, è una grande soddisfazione sentire questa fiducia. Tutti mi stanno aiutando. L'ho capito subito: il Milan è il posto giusto per me". Ottimo feeling "con Romagnoli e Kjaer", ma anche con Pioli. "Mi insegna i segreti e i dettagli. Come vuole che giochi nel suo sistema, con il resto della squadra. Era un difensore, mi insegna molto su come difendere, sulla posizione da avere in campo. Ho un ottimo rapporto con lui. Maldini? A volte ancora non mi sembra vero quando ci parlo, sapendo la carriera che ha fatto, chi è. Un mito assoluto, una leggenda del calcio. Paolo è una di quelle persone che può aiutarti davvero, darti incredibili consigli. Sto provando a prendere quanto più posso da lui". Il suo modello però è "Terry, l'ho ammirato fin da bambino quando ero nell'academy del Chelsea. Poi dico Sergio Ramos, ma anche Van Dijk". "Di Ibra dice: "Un leader vero, capace di farti tirare fuori il meglio anche solo con una parola, uno sguardo. Un fuoriclasse". Al Chelsea ha conosciuto Giroud. "Una persona molto gentile oltre che un grande attaccante. Ha un'esperienza immensa, ha giocato in grandi squadre segnando sempre molto e soprattutto vincendo molto. Ci aiuterà". Non vede l'ora di vedere San Siro pieno: "È uno stadio magnifico anche vuoto, chissà come sarà tutto pieno. Immagino la carica, pazzesca". Tomori è laureato in "Business Administration. A fine carriera mi piacerebbe diventare manager nel calcio, ora però pensò solo al Milan: è la mia grande occasione, non la sprecherò". (ITALPRESS). ari/red 17-Lug-21 10:44

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