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Caterina De Medici e la Lezione Italiana

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Fu Caterina De Medici che portò il gusto raffinato ed insuperabile dell’Italia di allora e di Firenze, sua città natale, alla corte di Francia e da qui in seguito il nostro Rinascimento e il nostro nuovo stile di vita si diffusero in tutta Europa.

Eravamo noi Italiani a fare scuola di cultura, stile ed eleganza in tutto il vecchio continente e non solo.

Pochi ricordano o forse non sanno che l’italiano era la lingua parlata dai regnanti, dagli ambasciatori e dalle classi colte, fu usata anche spesso per redigere trattati internazionali come per esempio quello tra la Russia e l’Impero Ottomano.

Chiamò a Parigi il Primaticcio e Rosso Fiorentino che realizzarono un famoso corridoio a Fontainebleau che fece da scuola ai francesi per la nuova tendenza decorativa, che riportava in auge l’arte antica classica. Certo era arrivata fin lì grazie alle manovre finanziarie del Banco dei Medici e agli accordi politici tra i grandi regnanti del tempo di cui Papa Clemente VII anch’egli Medici ne fu l’arbitro diplomatico.

Era arrivata sulla scena politica francese e della Corte come figura molto secondaria ma per quei strani giochi del destino e della storia, inaspettatamente e suo malgrado divenne il perno e la protagonista del periodo più difficile e oscuro del secondo cinquecento europeo, che vide la guerra di religione dilagare fra Cattolici e Protestanti in tutto il nord Europa.

Dopo la morte del Delfino, figlio primogenito di Francesco I , suo marito Enrico II divenne erede al trono. Dopo anni di matrimonio senza prole improvvisamente ne partorì una dozzina e dopo la tragica morte di suo marito in un duello, consorte che amava follemente, finì suo malgrado al potere e divenne la figura storica e controversa che tutti conosciamo.

Forse a questo contribuirono non poco anche le sue passioni per l’alchimia e l’astrologia e la sua celeberrima e discussa amicizia con il famoso Nostradamus, che pare avesse predetto della morte di suo marito e anche di alcuni suoi figli e che tanta fortuna avrà nei romanzi e nelle sceneggiature cinematografiche.

La si accusò di essere la causa di molti intrighi e tragici delitti ma l’evento più drammatico della famosa notte di San Bartolomeo le fu ingiustamente attribuito.

L’analisi storica é spesso insufficiente e di parte in questi casi così controversi. I Protestanti arrivati in massa a Parigi per il matrimonio della figlia di Caterina, Margherita con Enrico IV di Navarra, certo non erano meno intolleranti dei Cattolici, e quindi fu facile lo scatenarsi di rivalità e di contese. Nessuno pensava che le cose sarebbero sfuggite di mano ad entrambe le parti ed evidentemente la stragrande maggioranza cattolica della popolazione ebbe il sopravvento, l’inevitabile fanatismo dilagò e poco poté fare Caterina e il Re suo figlio di fronte ad un conflitto che affondava le radici in vecchi rancori mai risolti tra le due parti.

La diplomazia non poté nulla e la rabbia popolare ebbe il sopravvento causando una carneficina che in verità Caterina non volle mai. Lei cercava di essere in equilibrio tra le due fazioni religiose e spesso aveva appoggiato i Protestanti per contrastare lo strapotere dei Guisa e della Spagna, roccaforte del cattolicesimo.

Ma come lei era andata così in alto nel potere grazie alle coincidenze del caso, anche quelle drammatiche circostanze che determinarono la notte di San Bartolomeo non furono mai del tutto chiare, nemmeno agli storici e quanto meno spiegabili.

Le guerre di religione erano troppo complesse, gli interessi in gioco così colossali che fu necessario più di un secolo di lotte per porre fine, ma mai del tutto alle antiche rivalità. La riprova è che l’Editto di Nantes promulgato da Enrico IV che produsse una relativa pace nel paese fu nientemeno ritirato da Luigi XIV quasi un secolo dopo.

Questo a significare che il problema della rivalità politica e religiosa fra Protestanti e Cattolici sarebbe continuato ben oltre le guerre di religioni.

 

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