Fognini “Scelta Berrettini mi penalizza, per Italia do il massimo”

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"Sinner? Decisioni personali da rispettare, ma non condivido", dice il ligure pronto per i Giochi TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Motivato, ma anche un po' frastornato. Fabio Fognini è pronto a vivere la sua Olimpiade con l'obiettivo di ottenere il massimo, ma ammette il suo rammarico per quello che poteva essere e non sarà. Il riferimento è al torneo di doppio che avrebbe dovuto giocare in coppia con Matteo Berrettini, ma il tennista romano è stato costretto a rinunciare. "Non voglio commentare, altrimenti vado abbastanza sul polemico…", è la premessa del ligure che, in un'intervista rilasciata al quotidiano "La Repubblica", spiega: "La decisione di Matteo di dare forfait si ripercuote anche su di me, perché non potrò giocare il doppio. Con lui qui le chance di vedere l'Italia sul podio, anche nel singolare, sarebbero state più alte. Matteo sta vivendo un momento speciale, non c'è dubbio. Ha avuto un risentimento alla coscia destra? Non lo so, io non l'ho più sentito. Ho la mia opinione e la tengo per me, comunque gli auguro di riprendersi presto". Nessuna telefonata tra i due, rivela Fognini che sul suo stato di forma rivela: "Sono a posto e sto colpendo bene la palla, anche se in campo sto vivendo un momento disordinato, diciamo così. Mi è capitato altre volte nei miei 15 anni di carriera. I primi due-tre mesi dopo la vittoria a Montecarlo nel 2019, per esempio, ero smarrito". Uno stato che Fognini assicura di poter gestire. "Devo riordinare le idee nella mia testa. Certo, ho 34 anni, che non sono 24… viaggiare molto e tutte queste restrizioni per il Covid stanno pesando un po' sul mio corpo". Per l'azzurro quella di Tokyo è la terza Olimpiade. "Sono un po' triste, perché non c'è il pubblico. Si farà fatica. Fa un caldo pazzesco. L'Ariake Tennis Park è molto bello, ma il vuoto sugli spalti resta e non mi piace". Detto questa nessuna polemica con gli organizzatori. "Organizzare un'Olimpiade durante la pandemia era complicato. Ogni giorno sentiamo dire che i casi aumentano e qui sono tutti preoccupati. I cittadini giapponesi neanche li volevano questi Giochi…Non so se si può parlare di ripartenza, secondo me questa verrà ricordata semplicemente come l'"Olimpiade diversa": i divieti per il Covid, ogni giorno un tampone, mascherina ovunque, tavoli alla mensa separati dal plexiglas… è una cosa strana. Sono un po' frastornato perché mi guardo intorno e mi chiedo: che sta succedendo?". Di sua moglie, Flavia Pennetta, dice: "Mi conosce, sa che io per la maglia della nazionale mi sono sempre squartato, non mi sono mai tirato indietro. Sono venuto a Tokyo nonostante non sia nel mio periodo migliore. Posso uscire al primo turno o vincere una medaglia, in ogni caso so che avrò dato il massimo". Jannik Sinner, invece, ha scelto un torneo di Atlanta e di rinunciare ai Giochi. "Sono decisioni personali, vanno rispettate. Ma non le condivido". Olimpiadi a parte, il tennis italiano sta vivendo uno dei momenti migliori di sempre. "E pensare che fino a 4-5 anni fa solo le donne erano competitive. Io ho tirato la carretta, ho tre-quattro giovani dietro di me che rimarranno in prima linea per molto tempo. Più siamo meglio è! È bello vedere che il tennis trionfa. Ora tocca alle donne riportarsi sulla scia lasciata da Flavia, Roberta Vinci e Sara Errani". La moglie, Flavia Pennetta, dopo la vittoria agli Us Open del 2015 si è ritirata, se dovesse vincere una medaglia a Tokyo Fognini ci penserebbe: "Sicuramente, però ho sempre detto che se faccio un risultato come quello di Flavia, non mi ritiro subito. Gioco un altro anno, per festeggiare. Poi saluto tutti e chiudo". (ITALPRESS). ari/red 22-Lug-21 10:24

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