Tartarughe marine, record di nidificazioni per la Caretta caretta

3 minuti di lettura

ROMA (ITALPRESS) – Mai così tante nidificazioni registrate ai primi di agosto, mai così tanto a nord nel Mar Mediterraneo: da Lampedusa fino a Venezia, le tartarughe marine continuano a "conquistare" sempre più litorali e attenzione. Sono 179, dall'inizio dell'estate al primo agosto, i nidi di Caretta caretta censiti da un capo all'altro della Penisola dai vigilanti attivi sulle spiagge italiane – in prima linea, tra loro, i "Tartawatchers" di Legambiente. Il primato regionale, secondo i dati aggiornati settimanalmente sul portale Tartapedia.it, spetta alla Calabria con 61 nidi, seguita da Campania e Sicilia (43), Puglia (11), Lazio (8), Sardegna (5) e Toscana (3), Basilicata (2) e Veneto (1). Un numero di ovodeposizioni oltre le aspettative, se si pensa che nel 2020, a fine stagione, se ne contavano complessivamente 250. Il Cilento, in particolare, si conferma una delle aree preferite da mamma tartaruga: il litorale a sud della provincia di Salerno è diventato infatti la nursery prediletta dalla Caretta caretta, tra le tartarughe più comuni nel Mediterraneo inserita nella Lista Rossa delle specie minacciate della Iucn (l'Unione internazionale per la conservazione della natura), con 27 nidi censiti da Castellabate a Centola-Palinuro, e il numero maggiore (8 nidi) registrato ad Ascea. In Sardegna le tartarughe hanno scelto le 5 spiagge di: Sa Colonia a Chia (Domus De Maria), Nora a Pula, CEA a Tortolì, Arborea e Portoscuso. Legambiente è impegnata nella sorveglianza dei nidi di Chia e Arborea, e in attività di educazione ambientale ai bagnanti. "Gli stabilimenti balneari si stanno rivelando luogo strategico per sensibilizzare turisti e bagnanti, ma anche sentinelle preziose per la tutela delle tartarughe, segnalando in prima persona la presenza dei nidi e rendendosi protagonisti di azioni di pronto intervento insieme ai nostri volontari, in un'estate singolare per numero ed estensione delle nidificazioni finora censite – sottolinea Stefano Di Marco, coordinatore dell'Ufficio Progetti di Legambiente – Basti ricordare quella avvenuta a Jesolo qualche settimana fa, la più a Nord mai registrata nel Mediterraneo, in una località che ospita milioni di visitatori ogni anno: segnale, certamente, di quanto l'aumento delle temperature legato ai cambiamenti climatici influenzi l'ampliamento dell'areale di nidificazione della Caretta caretta e, d'altra parte, di quanto sia fondamentale intensificare l'azione di tracciamento dei nidi che, grazie all'ampia rete attivata sui territori da Legambiente, da Nord a Sud vede mobilitarsi sempre più persone per la salvaguardia di questa specie in pericolo". (ITALPRESS). fsc/com 06-Ago-21 15:54

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

La Sicilia ha il suo Piano regionale per l’amianto

Articolo successivo

Motomondiale: Gp Stiria. Nakagami il più veloce nelle libere

0  0,00