Nasce la Banca del Sud, peccato sia lo zombie di Mps

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E alla fine la sospirata Banca del Sud, raccontata così tante volte che più che una favola pare ormai una barzelletta, forse si farà. Sembra ormai certo che Mediocredito Centrale, che già da un anno controlla quel che resta della Popolare di Bari, sia interessata a prendersi gli “scarti” del Monte dei Paschi di Siena, ovvero 150 filiali meridionali localizzate soprattutto in Puglia e Sicilia, dove l’istituto guidato da Andrea Orcel è già presente in forze.

Mediocredito avrebbe chiesto di accedere alle informazioni riservate delle attività del Montepaschi e i suoi esperti starebbero già studiando le carte per capire se oltre alle filiali vale la pena fare un’offerta per le attività corporate della banca, che non interessano Unicredit ma sarebbero una ghiotta opportunità per l’istituto controllato da Invitalia, che essendo specializzato nel credito a lungo termine non aveva mai operato come banca di primo livello per una clientela “normale”, ovvero risparmiatori e titolari di piccole e medie imprese. Ha cominciato solo nel 2021, dopo aver preso le redini della Popolare di Bari, ma assorbendo MPS potrebbe davvero fare il salto di categoria, soprattutto se riuscirà a rilevare il marchio utilizzandolo per le nuove attività.

Sarebbe una soluzione graditissima a Siena, perché si salverebbero quasi tutti i posti di lavoro (secondo le stime attuali occorre tagliare 6mila posti tra gli attuali 21mila dipendenti, ma non tutti sono facilmente liquidabili con pensioni anticipate) e si troverebbe una giustificazione alla permanenza della base operativa nel capoluogo toscano, che sembra non poter vivere senza la sua banca.

Più difficile è capire se questa scelta possa essere gradita agli italiani, o meglio ai contribuenti che si preparano ad accollarsi le perdite sotto forma di crediti deteriorati e si ritrovano una MPS risuscitata come Banca del Sud coi soldi pubblici di Mediocredito. È lecito chiedersi come questa nuova banca opererà, come si differenzierà dalla concorrenza e cosa farà per evitare gli errori causati in passato dall’eccessiva vicinanza tra dirigenza e politica locale, tutta di marca PD. Siamo sicuri che una banca pubblica riuscirà a evitare i contatti poco virtuosi con la classe politica? In un mondo ideale la nuova MPS potrebbe sostenere la ripresa del Meridione facendo da catena di trasmissione tra i fondi messi a disposizione dal Pnrr e le piccole e medie desiderose di realizzare i progetti in cantiere, ma il tempo a disposizione è poco e basta qualche mese di ritardo per perdere il treno dei sostegni UE.

In molti poi storceranno la bocca a sapere che la sospirata Banca del Sud nasce con la testa (e l’alta dirigenza) a Siena e non a Napoli o Bari, ma il recupero del ruolo della città toscana sembra una priorità assoluta. Lo ha ricordato proprio ieri Enrico Letta, che da quelle parti si prepara a vincere le suppletive: “Mps non è un marchio semplicemente di natura finanziaria, il legame con il territorio ed i lavoratori è parte integrante della sua forza”. Tanto per chiarire quanto la politica è pronta a farsi da parte.

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