LO SPIRACOLO DI SANTA RITA di Valeriana Berchicci a cura di Anita Calà

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Dal 4 al 15 settembre la Sala Santa Rita ospiterà Lo spiracolo di Santa Rita, un’opera di Valeriana Berchicci a cura di Anita Calà e proposta dall’Associazione VILLAM. È il quinto dei 12 progetti vincitori del “Bando di selezione Sala Santa Rita 2021”, promosso da ROMA Culture e affidato in gestione all’Azienda Speciale Palaexpo, nell’ambito della sua missione di “Polo dell’arte e della cultura contemporanea”. Un esperimento inedito che restituisce la Sala Santa Rita alla città e la trasforma in un osservatorio attraverso il quale avvicinarsi ad opere d’arte di natura diversa, tutte ideate in stretta relazione con il luogo che le ospita e autentiche espressioni della creatività contemporanea.  

Con l’obiettivo di tornare al fondamento della fotografia, “nutrirsi della luce”, l’artista attraverso un intervento sulla struttura della Sala la trasforma in un luogo deputato alla manifestazione della luce e all’osservazione della realtà. La porta di accesso della Sala Santa Rita ospita un pannello con un foro attraverso il quale la luce esterna entra all’interno dell’architettura proiettando un’immagine in continua trasformazione a seconda della luce del giorno e dello sguardo dell’osservatore. L’opera, quel “piccolo foro” che richiama le riflessioni di Leonardo Da Vinci sulla prospettiva, consta di un evento in cui l’esperienza percettiva dell’essere umano, la luce naturale e la Sala Santa Rita, rendono possibile l’apparizione di un’immagine in continuo mutamento, differente ad ogni sguardo, e pertanto unica. “Non è possibile quindi conoscere quale sia l’immagine disponibile che, attraverso l’evento, il pubblico potrà esperire”, afferma l’artista. 

Valeriana Berchicci racconta che la sua opera parte da quel “piccolo foro” che, ne “L’origine della prospettiva” di Hubert Damish è così descritto: “La prospettiva, come scriveva Leonardo da Vinci, non è la sola a essere ridotta a un ‘piccolo foro’, l’esercizio della stessa facoltà̀ visiva presuppone come condizione essenziale che le immagini che riempiono l’atmosfera si concentrino in un determinato luogo, costrette come sono a passare per una piccola fessura, ‘uno spiracolo’ che è come un punto – naturale e dunque esteso, a differenza del punto matematico – dove esse s’incrociano e si interpenetrano, pur rimanendo distinte”, per abbracciare diverse forme di pensiero contemporaneo.

Valeriana Berchicci (Termoli, 1987) lavora presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e per il Progetto EU4ART ha collaborato con Antoni Muntadas e presso il Dipartimento Educazione del MAXXI. Ha esposto in diverse sedi Nazionali e Internazionali tra cui: Stiftung Berliner Leben (Berlino); Urban Nation Museum (Berlino); MACRO (Roma); Casa delle Letterature (Roma), Temple University (Roma); Akademie der Bildended Künste Nürnberg (Norimberga); MAXXI (Roma); Imperial Academy of Arts (San Pietroburgo).  

Anita Calà (Roma, 1971) è fondatrice e direttore artistico di VILLAM. 

Fondata nel 2018, VILLAM è risultata fra i 9 vincitori della call di NESXT 2018 (Torino) ed ha organizzato la mostra Relazioni Estetiche presso La Reggia di Caserta. Nel 2019 ha realizzato un evento al MACRO e la mostra collettiva Tu vs Everybody in concomitanza con la 58a Biennale di Venezia. Nel 2019 ha vinto il bando CONTEMPORANEAMENTE ROMA con il progetto L’Inaugurazione. VILLAM porta avanti la ricerca e lo studio di nuove ‘entità culturali’ nel progetto in corso GAME OVER – Future C(o)ulture. Recentemente ha curato la mostra Riattivando Videografie alla Real Academia De Spagna. 

La Sala Santa Rita 

La Chiesa di Santa Rita da Cascia, sorta nei pressi della scalinata dell’Aracoeli sul luogo della medievale chiesa di San Biagio de Mercato, è una chiesa barocca a pianta ottagonale sita di fronte al Teatro di Marcello. 

Fu realizzata intorno al 1653 su progetto dall’architetto Carlo Fontana, che per la sua facciata studiò particolari accorgimenti prospettici per una percezione diagonale. La dedicazione a Santa Rita, suora agostiniana di Cascia morta nel 1447, si deve alla diffusione del suo culto a Roma dopo la beatificazione avvenuta nel 1627. Nel 1928, durante i lavori per la costruzione del Vittoriano, la piccola chiesa venne smontata e, superato il progetto di Giovannoni di ricostruirla ai piedi del Campidoglio, solo tra il 1937 e il 1940 fu ricostruita nello spazio attuale, dopo la sistemazione e “liberazione” del Teatro di Marcello (dal 1926 in poi) e la distruzione di Piazza Montanara. L’esterno del complesso religioso venne totalmente restaurato durante l’Anno Santo del 1950. 

Nel 1952 l’edificio fu affidato alla congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza fondata da Don Orione, e infine, nel 1990, tornò nel patrimonio disponibile del Comune di Roma e venne utilizzato per mostre ed eventi culturali fino alla chiusura nel 2001 per opere di restauro e consolidamento. 

Dal 2004 la Sala è un suggestivo spazio polifunzionale dedicato all’arte contemporanea, che ospita mostre site-specific, in cui gli artisti dialogano con la seducente architettura di Carlo Fontana.

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