Calcio: Udinese. Gotti al Forum Nato “Tempeste utili, aiutano a capire”

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"Solo in quei momenti ti rendi conto delle persone che ti circondano", dice il tecnico dei friulani UDINE (ITALPRESS) – Un allenatore al XIV Forum Internazionale NATO dei Comandanti di Unità specializzate nella cooperazione tra Civili e Militari. Un onore toccato a Luca Gotti, intervenuto alla conferenza di Villa Manin alla presenza dei comandanti e Ufficiali della Nato provenienti da tutto il mondo. Presente, in rappresentanza della squadra, anche il capitano Bram Nuytinck che ha salutato la platea a nome di tutti i calciatori bianconeri. "Non ero mai stato a Villa Manin e l'ho trovato un posto bellissimo, che già da solo vale il gusto di questa giornata. Molto bella poi anche l'esperienza di confrontarsi con persone che vivono in ambiti molto diversi dal nostro e, magari, poco comprensibili per chi ha una vita da civile – spiega Gotti -. Non ho avuto la velleità di fare una lezione di leadership. Ho solo raccontato qualcosa delle mie esperienze, delle mie acquisizioni, giuste o sbagliate che siano, rispetto alla relazione fra le persone più che alla leadership in senso stretto. Ne è emerso un discorso che è stato apprezzato e di questo sono felice. La cosa che più mi rende onorato è stato tanto l'aver potuto portare e rappresentare l'Udinese in un contesto simile". Nel suo intervento Gotti ha parlato della sua professione e delle scelte che i tecnici devono fare, magari sorprendendo i critici che però non vivono ogni giorno la squadra. "Una squadra di calcio di serie A ha un primo problema da affrontare, ovvero che su oltre 30 giocatori in rosa ne possono scendere in campo da inizio partita solamente 11 e questi giocatori non sono solo delle persone, ma costituiscono altrettante 'aziende', con avvocati, procuratori, famiglie, agenti. Ognuno di essi ha un fatturato come delle piccole multinazionali – sottolinea Gotti -. I giocatori sono in competizione tra di loro, ma l'allenatore e lo staff hanno il compito di farli collaborare per ottenere un risultato. La prima domanda che mi pongo è che tipo di caratteristiche devono avere i collaboratori del mio staff per aiutarmi in maniera efficace e funzionale. Perché ciò possa avvenire, devo avvalermi di collaboratori che possano darmi un contributo di idee, coraggio e anticonformismo. Prima che bravi è importante che siano affidabili, perché in una squadra di serie A ci si trova a dover gestire parecchie informazioni sensibili. Una volta composto un gruppo di persone massimamente affidabili, allora si può dire che c'è una base di partenza importante per poter gestire un altro gruppo di persone (i giocatori)". "Il pubblico vede solo la punta dell'iceberg del nostro lavoro. Se si vuole ottenere successo bisogna necessariamente mettere a frutto tutti i momenti costituiti da errori e fallimenti che compongono la parte 'non emersa' – sottolinea il tecnico dell'Udinese, Luca Gotti -. Alcune decisioni possono essere prese con la riflessione, altre invece vanno prese d'istinto nel momento in cui succede qualche cosa. Le persone non si valutano quando le cose vanno bene, per questo penso che i momenti di tempesta siano indispensabili: è solo a quel punto che ci si rende conto che tipo di persone ci circondano. Istruzione ed educazione spesso sono due termini confusi tra loro, ma presentano delle differenze. Istruire indica un trasferimento del sapere, educazione significa invece trasmettere dei valori. Si comincia sempre con una base educativa, per poi aumentare sempre di più la componente dell'istruzione. In serie A, che è il massimo livello, la parte educativa è altrettanto importante: avere dei valori in comune serve ad affrontare insieme tutti i momenti, da quelli più positivi a quelli di tempesta". (ITALPRESS). ari/com 15-Set-21 14:11

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