Calcio: Martinez “Generazione spettacolare, il Belgio merita un titolo”

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"Stregato da Johann Cruyff, affascinato da Sacchi e dal calcio belga", dice il ct dei Diavoli Rossi MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il sistema di gioco dipende dai giocatori a disposizione, ma la filosofia della squadra non può cambiare in base agli avversari. In una lunga intervista rilasciata al quotidiano 'AS', Roberto Martinez parla del suo calcio, del suo Belgio e di tanto altro. A due giorni dalla semifinale di Nations League in programma giovedì a Torino contro la Francia, il ct dei Diavoli Rossi spiega che bisogna "essere fedeli a uno stile più che a uno schema", che il primo tecnico di riferimento per lui è stato "Johann Cruyff. Ha introdotto concetti che non si erano visti prima. Ha influenzato il calcio come nessun altro, ma sono rimasto affascinato anche da altri allenatori come Toshack, Maturana e Sacchi". E a proposito di Cruyff pare che il Barcellona segua con grande interesse Martinez. "Non ci ho pensato a questa possibilità, sono concentrato sulla Nations League del Belgio, è questo che mi preoccupa ora", spiega Martinez che a differenza di tanti colleghi è arrivato presto sulla panchina di una Nazionale, dopo le esperienze con i club inglesi. "Una situazione atipica, ma lo era anche quella del Belgio, si poteva intuire che si stava creando un grande progetto e che ci si poteva godere momenti unici come la partecipazione a Mondiali ed Europei", dice Martinez che quella palla l'ha colta al balzo e che nella sua Spagna non ha mai allenato, facendosi apprezzare in Premier. "All'Everton ho allenato tre giocatori del Belgio, Fellaini, Miralles e Lukaku, nessuno avrebbe detto che provenissero dallo stesso paese. Mi sono sempre chiesto come una nazione di 11 milioni potesse produrre giocatori così diversi. In altre squadre c'erano alti nazionali del Belgio eccezionali, una generazione spettacolare. Hanno il vantaggio di conoscere tre lingue e questo permette loro di adattarsi più velocemente all'estero. È una generazione speciale e meriterebbe un titolo". Uno dei simboli di questo Belgio è Romelu Lukaku. "A 16 anni era già pronto, ma è davvero cresciuto all'estero. Ho potuto godermelo a 19 anni nell'Everton. Era sempre ossessionato dagli obiettivi. È un 9 che può giocare di schiena, penetrare negli spazi, che ha una grande condizione fisica, ma soprattutto il suo grande talento è nella capacità di segnare e le cifre lo dmostrano". E poi c'è Hazard, una stella di massimo livello al Chelsea, in difficioltà nelle ultime stagioni al Real e in nazionale. "Eden ha avuto due anni molto duri di infortuni. L'ho visto vincere in Francia, in Premier, segnare in tutti i modi, fare la differenza nell'uno contro uno, brillare tecnicamente in un campionato fisico come quello inglese e poi in nazionale è stato unico. È un peccato non aver visto Eden felice negli ultimi due anni. Non è riuscito a dare il meglio di sé a Madrid e il grande potenziale che ha non si è visto – spiega Martinez -. Detto questo ha grande carattere, è un leader, il capitano del Belgio e ha un'influenza molto importante all'interno della squadra. A livello umano ci si può fidare di Eden e a livello calcistico non si discute. È una questione di tempo, prima o poi anche in Spagna si vedrà il miglior Hazard". Di Courtois dice che "è tra i due o tre migliori al mondo e sta per diventare il più grande di tutti", insomma di talenti e campioni il Belgio ne ha e Roberto Martinez vuole condurli al successo. (ITALPRESS). ari/red 05-Ott-21 14:40

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