Vela: Banti e Tita “A Parigi2024 vogliamo un altro oro”

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"Tre anni non sono così tanti…", ammettono i due campioni olimpici di Tokyo TRENTO (ITALPRESS) – "Parigi ci ingolosisce, tre anni non sono così tanti…". Ruggero Tita e Caterina Banti, medaglie d'oro a Tokyo nella vela categoria Nacra 17, sono stati tra i protagonisti della prima giornata del Festival dello Sport a Trento. La prossima edizione dei Giochi olimpici è più vicina di quanto non si pensi, e Tita conferma quanto i due siano carichi: "Vincere la medaglia d'oro è stato incredibile, riconfermarsi nel 2024 sarà più complicato, ma è uno stimolo che ci serve per continuare. Torniamo in gioco con la voglia e la necessità di apprendere qualcosa di nuovo, dato che è previsto un cambio di regolamento". Ruggero e Caterina non si sono fatti trasformare dalla fama: "Vincere l'oro ci ha cambiato la vita, ma voglio che cambi il meno possibile la mia voglia di competere e di andare in barca", chiarisce il primo. Caterina dice la sua: "Il successo nipponico è la conclusione di un cammino durato cinque anni". I due atleti sono molto affiatati in barca, nonostante come è normale abbiano differenze caratteriali, come confermato da Ruggero: "Siamo molto diversi, ma abbiamo anche parecchie cose in comune. Il nostro è un rapporto innanzitutto professionale, ma è ovvio che se ne crea anche uno personale visto che passiamo più tempo tra noi che con i nostri rispettivi fidanzati". Sul Nacra 17 emergono i lati più veri del carattere di entrambi. Di questo Caterina è sicura: "Credo che l'equipaggio misto sia un punto di forza: siamo riusciti a sfruttare i nostri aspetti positivi per uno scopo comune". Ruggero aggiunge: "È importante che ognuno di noi abbia i propri spazi e i propri ritmi: è una cosa che abbiamo imparato nel corso degli anni". Tra compagni di barca è normale anche passare sopra i difetti dell'altro: "Caterina per un periodo è stata molto permalosa. Poi vinto l'oro si è rilassata" confessa Ruggero, che a detta di Banti "a volte è eccessivamente preciso". I due velisti raccontano anche un aneddoto bizzarro sul loro allenatore: "In Giappone è riuscito a non cambiarsi le mutande per tutta la durata dei Giochi". (ITALPRESS). ros/glb/red 07-Ott-21 17:39

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