Vulcani, emissioni di CO2 campanello d’allarme delle eruzioni esplosive

2 minuti di lettura

ROMA (ITALPRESS) – L'aumento della CO2 nelle emissioni può far prevedere un'eruzione violenta di un vulcano con un anticipo sino a tre mesi. E' questo quanto emerge da una ricerca pubblicata su Science Advances (https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.abh0191) alla quale ha partecipato l'Università di Pisa all'interno di un consorzio tutto italiano che comprende le università di Palermo, Firenze e Torino e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (sezioni di Napoli e Bologna). In particolare, lo studio ha analizzato la composizione e i flussi dei gas vulcanici a Stromboli grazie ad un sistema di monitoraggio finanziato dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale (DPC). I risultati hanno dimostrano come il gas vulcanico, in particolare l'aumento della CO2, giochi un ruolo chiave nelle dinamiche esplosive, e che i periodi preparatori delle esplosioni sono caratterizzati da emissioni anomale di CO2, rilasciate dal magma ancora immagazzinato in profondità. "Le eruzioni vulcaniche sono fenomeni improvvisi, la cui dinamica è così rapida da sfuggire spesso al controllo preventivo pur rappresentando, come nel caso di Stromboli o Etna, un serio pericolo, sia per la presenza di aree abitate circostanti che per i turisti – spiega il professore Marco Pistolesi Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa – l'utilizzo dei gas vulcanici, che abbiamo proposto in questo studio, apre così nuovi scenari per la loro possibile identificazione e previsione". (ITALPRESS). fsc/com 07-Ott-21 15:03

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

F.1: Gp Turchia. Hamilton “Siamo più preparati dello scorso anno”

Articolo successivo

Speranza “Vaccino arma per aprire una stagione diversa”

0  0,00