Il presidente Fita Cito: "A Parigi 2024 vogliano fare meglio e di più" TRENTO (ITALPRESS) – Una medaglia d'oro costruita partendo dai film di Bruce Lee, guardati insieme al papà quando era solamente un bambino. Vito Dell'Aquila, 20enne pugliese fresco campione olimpico nel taekwondo, si è raccontato sul palco del Festival dello Sport di Trento, organizzato da La Gazzetta dello Sport. "Tutto è partito da quei film, di cui mio padre era grande fan. Ho iniziato a praticare questo sport per sconfiggere la mia timidezza ma mai avrei pensato di diventare un campione. Poi, dopo aver conquistato il primo titolo giovanile a 14 anni, ho capito che avrei potuto ottenere qualcosa di più". Un qualcosa che sarebbe poi arrivato poco più di due mesi fa a Tokyo. "Dall'estate dell'anno scorso, il nostro tecnico ci ha imposto ritmi di allenamento massacranti, con sveglia alle 5 del mattino. Ho rivisto tutti i miei incontri. Non pensavo alla finale olimpica in quanto tale, ma solamente al fatto che avrei dovuto vincere". Il presidente federale Angelo Cito, anche lui intervenuto, guarda al futuro. "A Parigi 2024 vogliamo fare meglio e di più, qualificando più atleti e puntare sempre al massimo. Ci sono un sacco di giovani che vogliono praticare questo sport e la medaglia d'oro di Vito ci rilancia anche da questo punto di vista". (ITALPRESS). lov/mc/red 08-Ott-21 17:56
Taekwondo: Dell’Aquila “Ho iniziato per superare la mia timidezza”
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