Calcio: Lippi, dalla Juve al trionfo Mondiale “Mancini ha dato segnale”

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"Pallone d'Oro? Lo darei al calciatore che ha vinto tutto, Jorginho" TRENTO (ITALPRESS) – "Ho cercato sempre di creare gruppi di lavoro con determinati presupposti psicologici. Cercavo di entrare nella testa dei giocatori, dicevo loro di mettere la qualità a disposizione della squadra". Marcello Lippi, un tecnico che ha segnato la storia del calcio italiano. Le vittorie con la Juventus, ma anche e soprattutto il successo Mondiale con l'Italia nel 2006 con la storica finale di Berlino: "Quando mi sono presentato alla Juventus, che non vinceva da dieci anni lo scudetto, ho cercato di costruire una squadra con una mentalità aggressiva – ha detto nel corso della quarta edizione del Festival dello Sport di Trento -. Abbiamo fatto delle cose importanti. Il calcio di Lippi è un misto di organizzazione e modernità di gioco". Nel corso della sua carriera la maggior parte delle gare più importanti sono state decise ai rigori: "Nella finale contro l'Ajax tutti mi guardavano e volevano calciare, mentre in quella con il Milan al momento dei rigori c'era chi si allacciava le scarpe, chi salutava le mogli in tribuna. Tant'è che ad un certo punto Trezeguet mi disse 'uno lo tiro io', io risposi 'ma grazie'. E poi fu lui a sbagliare – ricorda ridendo Lippi -. A Berlino successe la stessa cose che accadde con l'Ajax, volevano tirare tutti. Della Francia sbagliò Trezeguet io lo guardai e gli dissi 'tu mi devi qualcosa'. Pregi? Coerenza di comportamento, ho sempre cercato di far sentire tutti importanti e partecipi del progetto". Il ruolo dell'allenatore e il modo di interpretare le gare negli ultimi anni è cambiato parecchio: "Gli allenatori adesso cercano di essere più propositivi, questo non significa che possono vincere sempre con le squadre più forti ma una squadra deva allenarsi sempre per vincere le partite". Sulla Nazionale di Mancini e la vittoria dell'Europeo, Lippi dà grande merito al tecnico nativo di Jesi: "L'espressione del calcio italiano è la Nazionale. Mancini ha rischiato convocando tanti giovani, anche alcuni che non avevano ancora esordito nelle rispettive squadre. Ha dato un segnale forte". In Serie A tanti i tecnici che stanno facendo bene, Lippi ne menziona due: "Italiano e Juric fanno giocare bene le loro squadre, sono organizzati e si giocano tutte le partite, non aspettano gli avversari". L'ex commissario tecnico azzurro, però, fa un appunto importante sulle troppe proprietà straniere che hanno invaso il campionato italiano: "Tolgono un po' di senso di appartenenza". Per Lippi anche un'esperienza in Cina al Guangzhou Evergrande e alla guida della nazionale cinese: "Avevo voglia di fare un'esperienza diversa e anche l'aspetto economico ha svolto un ruolo importante. E' stato bello abbiamo vinto tutte le coppe possibili e immaginabili, oltre alla Champions League asiatica. E' stata una bella esperienza". Grande saggezza e carisma, Lippi si è anche soffermato sulla corsa scudetto: "Chi vince? Milan, Napoli, Inter sono le favorite. La Juventus ha già fatto in passato recuperi di questo tipo e non bisogna escluderla troppo presto. Le altre le vedo un po' più indietro". Pochi giorni fa l'elenco dei candidati al Pallone d'Oro, Lippi non ha dubbi su chi lo meriterebbe più degli altri: "I soliti (si riferisce a Messi e Ronaldo) non hanno fatto grandi cose. C'è un giocatore, invece, che ha vinto tutto con squadra e Nazionale, lo darei a lui. Lo darei a Jorginho". Infine, simpatico siparietto con Lippi che alla domanda su chi si porterebbe nella partita più importante, dopo aver riflettuto ha affermato: "Nedved. Se in quella finale di Champions col Milan ci fosse stato lui sarebbe stato diverso". (ITALPRESS). mra/ari/red 10-Ott-21 18:16

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