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Greta Thunberg a Glasgow. I giovani, la politica e l’importanza “della piazza”

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“Basta con i bla bla bla, siamo noi il cambiamento che a loro piaccia o no”. Queste le parole di Greta Thunberg ai numerosi presenti che il 1 novembre scorso hanno calcato le strade di Glasgow, dove si stava tenendo la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in una manifestazione a favore del clima.

Nel settembre di tre anni fa, quando la appena quindicenne Greta ha iniziato a non andare nella sua scuola di Stoccolma e a stazionare nella piazza del Parlamento con il suo ormai iconico cartello “Skolstrejk för klimatet” (“sciopero della scuola per il clima”), nessuno avrebbe potuto immaginare quanta strada avrebbe percorso questa ragazza né quanti politici avrebbe incontrato e messo in riga con frasi come «Siamo stufi e stanchi di questo e faremo il cambiamento, che a loro piaccia o no. Sono andati avanti per troppo tempo e non li lasceremo più andare avanti così»; o anche «Dicono i politici che vogliono ascoltare le nostre soluzioni, le nostre idee, ma fanno finta. La scienza però non mente e il 2021 sarà l’anno con le maggiori emissioni di CO2. Continuano a sfruttare i giacimenti di petrolio. Sono senza vergogna», frasi pronunciate appena un mese fa ai presenti nell’anfiteatro di Milano.

Molti, personaggi pubblici e gente comune, la idolatrano e appoggiano la sua posizione. «Siamo sull’orlo del baratro», hanno detto Emmanuel Macron e Antonio Gutierres riferendosi alla drammaticità della situazione denunciata dalla Thumberg. «Certe battaglie (parlando della lotta contro il cambiamento climatico, n.d.r.) non si vincono da soli» ha tuonato Mario Draghi all’Assemblea Generale dell’Onu.

Ma la giovane svedese ha anche dei detrattori, tra cui ovviamente politici e personaggi di spicco a livello mondiale, che hanno messo in moto la loro macchina del fango. Piaccia o non piaccia va però riconosciuto a Greta Thunberg un grande merito: sta combattendo una battaglia a favore dell’ambiente, come soggetto di diritto, e dell’intero genere umano. Se non le si vuole mostrare riconoscenza per questo, si deve comunque constatare il fatto che è riuscita a smuovere i giovani, a farli tornare nelle piazze che non li vedevano più da tanto tempo manifestare per ciò in cui credono, per i loro diritti, per il loro futuro. «I partiti politici non stanno facendo abbastanza. Sì, noi dobbiamo andare a votare e voi dovete andare a votare. Ma dobbiamo continuare a scendere per le strade per pretendere da chi governa che prendano misure concrete a favore del clima ».

Il bilancio del suo intervento a Glagow è, quindi, più che positivo: a prescindere da tutto il resto -che poco non è- questo è solo un altro dei grandissimi impatti positivi che questa ragazzina determinata, cocciuta, testarda ha avuto sui giovanissimi e non solo su loro.

Matteo Pafetti

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