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Gli Usa non hanno più un solo nemico: ora è due contro uno

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“Stiamo entrando in un mondo trilaterale con Stati Uniti, Russia e Cina, tutte grandi potenze. Semplicemente introducendo il concetto tre contro due si ottiene maggiore complessità”.
Questa affermazione non l’hanno fatta i russi o i cinesi, bensì nientepocodimeno che il generale statunitense Mark A. Milley, capo del Pentagono e in una sede – l’Aspen Security Forum 2021 – che più ufficiale di così non si può.

Come sempre lo Speciale vuole indagare, per capire cosa ci possa essere dietro questa incredibile affermazione, mai fatta in precedenza da un esponente dell’establishment americano e soprattutto le inevitabili ricadute in ambito internazionale.

Il senso della seconda parte della frase è evidente. Prima del crollo dell’URSS le superpotenze mondiali erano due, “USA-NATO vs. Unione Sovietica-Patto di Varsavia”. La situazione era più semplice, o di qua o di là, o con l’Occidente o con il comunismo sovietico.
Poi, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, nel 1989, l’unica superpotenza rimasta sono stati gli USA con la NATO e i suoi alleati.
Oggigiorno, qual è la maggiore “complessità dei tre contro due”? Qual è l’incubo oscuro e inconfessabile, che agita le menti dei nordamericani, soprattutto dei neo-cons?

Se la matematica non è un’opinione, quando si è in tre a litigare, o ciascuno ingaggia gli altri due, in un tutti contro tutti, oppure si verifica il due contro uno, due si alleano per gonfiare di botte il terzo.
Viene da pensare che l’incubo degli USA potrebbe essere proprio quello di un’alleanza tra Cina e Russia. Questo è il retroscena dell’affermazione di Milley? Uno svegliarino a lor signori membri del Congresso e dello staff di Biden: “attenzione che questi due si alleano!”

Effettivamente, la politica di Biden, che picchia la Russia sull’Ucraina e la Cina su Taiwan, sta portando proprio ad un rapporto sempre più stretto fra Cina e Russia, soprattutto in campo militare.
Con il rischio che gli USA possano trovarsi in una condizione di pericoloso isolamento internazionale. Che disastro!

La politica estera di Donald Trump era senza ombra di dubbio migliore di quella di Biden. Trump picchiava la Cina sull’economia – limiti all’export cinese e fine della delocalizzazione – ma rimaneva in ottimi rapporti con la Russia. Non a caso il deep state americano ha montato ad arte contro Trump il “Russia gate”, nonostante fosse uno scandalo privo di consistenza.

Ma il Russia gate si è trasformato presto in un boomerang. Era meglio rimanere in amicizia con la Russia di Putin, che ritrovarsi isolati a livello internazionale. Se il mondo è diventato tripolare, devi fare in modo che gli altri due non formino un’alleanza contro di te. Due contro uno è semplicemente una questione di banale matematica.

Francesco Tallarico

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