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La guerra “matrioska” tra Bielorussia, Polonia, Ue, Regno Unito e Russia. Migranti usati

3 minuti di lettura

di Francesco Tallarico

Da qualche settimana, in Bielorussia, si sta verificando un afflusso di migranti, provenienti da Africa e Medio Oriente, che tentano l’ingresso nell’Unione Europea, attraverso il confine con la Polonia.

E cosa succede? La Polonia non li vuole e tenta di respingerli con la polizia frontaliera, ma la Bielorussia, a sua volta, impedisce ai migranti di rientrare nel suo territorio. Perciò, migliaia di migranti sono costretti a vivere in una sorta di terra di nessuno tra i due paesi e, secondo fonti ben precise, alcuni di loro sarebbero già morti di freddo e di stenti.

Una nuova crisi umanitaria in Europa?

Lo Speciale non si accontenta delle apparenze e vuole vederci chiaro. Alcuni fatti dimostrano che sta accadendo qualcosa di estremamente più grave.

Sembra, infatti, che i migranti entrino in Bielorussia, utilizzando voli aerei di compagnie private e che il regime di Lukashenko non richieda visti di ingresso ai paesi di provenienza.

Per questa ragione, la Polonia accusa la confinante Bielorussia di utilizzare i migranti per destabilizzare il paese.

A sua volta l’Unione Europea minaccia di sanzionare la Bielorussia per tale azione destabilizzante alle frontiere della Polonia. La Bielorussia ha risposto che, in caso di sanzioni, taglierà le forniture all’Europa di gas russo, che transita nel gasdotto Yamal (il 20% del gas russo destinato all’Europa passa in questo gasdotto).

Sembra, poi, che unità militari britanniche stiano rinforzando le barriere di protezione, che corrono lungo il confine polacco con la Bielorussia, mentre in territorio bielorusso vi sarebbe un’alta concentrazione di truppe russe, accorse per proteggere l’alleato. Queste reazioni e misure intraprese dai paesi coinvolti sarebbero del tutto sproporzionate, se si trattasse di una banale crisi umanitaria europea.

Che sta succedendo allora?

Il corridoio Suwalki è un territorio molto sensibile per la Russia, dal punto di vista geopolitico-militare, in quanto dalla Bielorusia attraversa la cittadina polacca di Suwalki e si spinge fino all’enclave russa di Kaliningrad, posta tra la Polonia e il mar Baltico.

Nell’enclave di Kaliningrad, i russi hanno posizionato missili ipersonici, che possono essere armati con bombe atomiche e che possono attingere ciascuna delle capitali europee contemporaneamente. Evidentemente in questi veri e propri hot spots geopolitici, posti a ridosso dei due blocchi – Europa occidentale da una parte e Russia e Bielorussia dall’altra – cominciano ad accumularsi enormi tensioni.

Queste tensioni sfociano in minacce, azioni destabilizzanti, vere e proprie campagne militari e quant’altro.

Per il momento, si possono formulare al riguardo esclusivamente ipotesi, domande che richiedono risposte.

Di sicuro, resta solo il fatto che non si tratta di una banale crisi umanitaria.

 

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