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Russi e cinesi dietro la rivolta no green pass di Trieste?

3 minuti di lettura

di Francesco Tallarico

Il 14 novembre è uscito sul quotidiano Il Tempo un articolo molto interessante, a firma Luigi Bisignani, sulle proteste dei no green pass a Trieste.

La fonte del resoconto giornalistico è sembrata molto ben documentata, in quanto ha chiamato in causa polizia postale e servizi di sicurezza italiani e francesi.

Ma, andiamo con ordine. Ecco la sua tesi: dietro le proteste dei no green pass a Trieste c’è la guerra tra USA, russi e cinesi.

Una guerra che ruota intorno al ruolo strategico del porto di Trieste, sia in quanto parte del corridoio 5 dell’UE, sia in quanto terminale per l’Europa meridionale della “nuova via della seta” cinese, o BRI “belt and road initiative”. Oltretutto la città, non solo si affaccia sul mare, ma è situata in un territorio pianeggiante e di facile accesso.

Le prove della guerra occulta in corso? 1) Il via vai di russi e cinesi, stranamente presenti sulla scena delle proteste, 2) Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Zeno D’Agostino, che ha simpatizzato con il progetto nuova via della seta e ha sottoscritto protocolli d’intesa con le autorità cinesi. E 3) La misteriosa morte di Liu Zhan, alto funzionario cinese, che faceva la spola tra Roma e Trieste e che è stato sepolto al Cimitero Verano di Roma, dopo una cerimonia funebre svoltasi alla presenza dell’ambasciatore cinese.

E ancora 4) La folta e continua presenza a Trieste di personaggi sospetti, di black block, di cittadini russi e cinesi, rilevata dalla Polizia Postale, nonché dai servizi di sicurezza italiani e francesi. E 5) Le visite sempre più frequenti a Trieste dei diplomatici statunitensi, in particolare del Console Robert Needham.

In base a questa ricostruzione le proteste dei no green pass che hanno infiammato la città di Trieste, non sarebbero del tutto spontanee, bensì alimentate, in parte da russi e cinesi, per difendere i loro interessi nell’area portuale di Trieste.

Sta forse tornando sotto mentite spoglie l’azione di destabilizzazione, perpetrata dal 1968 in poi, dai paesi comunisti ai danni dell’odiato occidente?

L’Unione Sovietica, soprattutto negli anni 70, ha sempre tentato di minare dall’interno i paesi capitalisti appoggiando e finanziando i vari movimenti e partiti della sinistra rivoluzionaria e marxista; mentre la Cina ha ugualmente condotto lo stesso tipo di operazione con i gruppuscoli e movimenti maoisti.

Da allora ad oggi, però, le cose sono profondamente cambiate e naturalmente ci si trova dinanzi a nuove realtà di tipo sociale e politico.

I movimenti cd. rivoluzionari attualmente si definiscono come “no all’emissione di CO2 per ridurre il global worming”, “no G 20”, “no vax”, “no green pass” e via discorrendo.

Ma c’è un qualcosa, che rimane inalterato e anzi si accentua sempre di più rispetto agli anni 70: Oriente contro Occidente.

 

 

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