Calcio: Ibra “Pronti per l’Atletico, Simeone un vincente come me”

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"Mi piace soffrire, non sono mai soddisfatto e con il lavoro tutto è possibile", dice l'attaccante del Milan MILANO (ITALPRESS) – Al "The Guardian" racconta che per lui "soffrire è come fare colazione", che i ragazzi del Milan sono la sua "adrenalina" e che lo rendono "felice e orgoglioso" perchè vede che i suoi giovani compagni si "assumono quelle responsabilità che la mia generazione si è sempre presa a differenza di questa". Zlatan Ibrahimovic parla con il tabloid inglese e con "Prime Video" alla vigilia del match di Champions League contro l'Atletico Madrid. I suoi 40 anni affascinano al stampa britannica, del resto il direttore tecnico del Milan, Paolo Maldini, si è ritirato a 41, Ibra ha giocato contro di lui e adesso ha come compagno di squadra Daniel, il figlio dell'ex difensore. "Paolo è il signor bravo ragazzo. L'altro, se vuole ucciderti, ti ucciderà. Sono contento che non siano uguali perché non è facile per il figlio essere paragonato al padre, soprattutto quando il padre può vantare quel tipo di carriera. Stiamo aiutando il figlio in ogni modo. È un grande talento, gli dico di giocare come sa, di lottare e che si aprirà la strada da solo, sono felice di aver giocato con il padre e di farlo oggi con il figlio". Nell'intervista a Prime Video, Ibra parla della sfida con l'Atletico, per il Diavolo ultima chance per sperare ancora nella qualificazione. "Ci stiamo preparando come tutte le partite, e cioè nel miglior modo possibile. Abbiamo giocato bene contro l'Atletico fino al momento in cui siamo rimasti con un giocatore in meno – spiega lo svedese riferendosi all'espulsione di Kessie – ed è difficile giocare con uno in meno, soprattutto in Champions dove ti trovi a giocare contro le squadre più forti in Europa. Abbiamo fiducia e siamo concentrati. Sappiamo cosa possiamo fare e quanto siamo bravi, ogni partita ha una storia a sè, ma di sicuro noi ci proviamo". Sulla panchina dei colchoneros una leggenda dell'Atletico come Diego Pablo Simeone, un tecnico che ha tutta la stima di Ibra. "È un grande allenatore e ha fatto grandi cose con l'Atletico Madrid. Ha una grande mentalità e un atteggiamento vincente. È come me. E questo mi stimola. Io e lui – svela l'attaccante rossonero – ci siamo visti una volta a Formentera. Ci siamo salutati, abbiamo parlato un po', ma non c'è mai stata la possibilità di andare a giocare là". Simeone era ed è un leader, uno come Zlatan Ibrahimovic lo è sempre stato, ma oggi lo è ancor di più. "Parlo tanto in spogliatoio, sento di avere responsabilità. Non è programmato quello che dico. Non è che arriva qualcuno a dirti che sei un leader. Lo sei automaticamente quando ti senti di parlare ai compagni per dare loro aiuto e coraggio – spiega a Prime Video -. Quello che dico io ai compagni in spogliatoio, non è programmato. Prepararsi è impossibile". Cercare di trasmettere la sua voglia di dominare, però, quella sì, si può preparare. "Io ho un problema – dice -. Non sono mai soddisfatto e voglio sempre andare oltre. È la mia mentalità. Devo fare sempre di più per sentirmi vivo e sentire che sono presente. Non voglio essere qui per qualcosa che ho fatto prima. Voglio essere qui per quello che sto facendo ora. Mi piace lavorare, mi piace soffrire. Tutti nella vita hanno sogni, hanno una visione. Ma per raggiungerli bisogna crederci, bisogna avere voglia ed essere pronti a fare sacrifici e soffrire perchè il successo non arriva da solo. Dipende tutto da te". Fare sacrifici, soffrire, lottare, tutte cose che Ibra conosce. "Nessuno credeva in me e in quello che facevo. Ma io non ho mai mollato. Andavo avanti sapendo di essere il migliore di tutti. E questa mentalità mi ha portato avanti. Ho dimostrato che tutto è possibile". (ITALPRESS). ari/red 23-Nov-21 09:44

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