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La guerra spaziale Usa-Urss è iniziata. Ecco le prove. Chi vincerà?

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I russi, alcuni giorni fa, hanno effettuato con successo il test di un missile “antimissile”, che ha intercettato un vecchio ed ormai inutilizzato satellite artificiale dell’era sovietica, denominato “Kosmos-1408. Lo ha intercettato e colpito.

La cosa più notevole dal punto di vista scientifico e tecnologico è che si è trattato di un’intercettazione esclusivamente cinetica del vecchio satellite Kosmos-1408, da parte del missile, senza l’uso di alcun genere di testate a frammentazione ad alto esplosivo o nucleare.

Il promettente missile antimissile russo ha avvicinato il satellite sovietico nella bassa orbita gravitazionale terrestre, distruggendolo con la sola forza dell’impatto e senza esplosivi.

Il Pentagono, il Dipartimento di Stato USA e la sede NATO di Bruxelles hanno espresso una vivace protesta, accusando i russi di comportamento irresponsabile, in quanto, secondo loro, i detriti del satellite artificiale sovietico Kosmos-1408, avrebbero potuto minacciavare i membri dell’equipaggio della vicina stazione orbitante terrestre ISS.

Un’accusa del tutto infondata dal punto di vista scientifico, dal momento che la stazione orbitante ISS è posta ad una distanza orbitale dalla terra di 60-70 Km, mentre il satellite Kosmos-1408 è stato intercettato in un punto situato al perigeo dell’orbita polare ad una distanza dalla terra di circa 465 Km. Inoltre, il campo di frammentazione del satellite distrutto semmai, avrebbe potuto raggiungere un’altezza ancora maggiore, cioè 485-490 Km dalla superficie terrestre. E cioè un’altezza di gran lunga maggiore dell’apogeo orbitale della ISS.

E allora perché questo test russo è stato accolto da una reazione così polemica da parte del Pentagono, del Dipartimento di Stato Usa, e della sede Nato di Bruxelles?

Lo Speciale, come di consueto, vuole vederci chiaro e ha condotto un’indagine su quelle che possono essere le ricadute strategiche e militari di un simile test, ottenendo le seguenti specifiche.

Questo tipo di nuovi missili intercettori russi, in un’eventuale fase bellica, possono essere controllati da computer di bordo estremamente potenti, che ricevono i dati dei bersagli da un

radar attivo o da un sensore optoelettronico in grado di “catturare” testate di missili balistici intercontinentali (ICBM) e/o di satelliti da ricognizione nemici, ad una distanza di oltre 100 Km.

Comincia, quindi, ad essere abbastanza chiara la ragione di questo nervosismo degli USA e della NATO.

E’, infatti, noto che in tutte le guerre da loro condotte, gli USA e la NATO hanno bombardato obiettivi nemici ottenendo una precisione quasi chirurgica, proprio mediante la triangolazione dei dati tra i loro satelliti da ricognizione e le forze terrestri o aeree, impegnate nelle operazioni belliche.

Ecco la preoccupazione: se la Russia è in grado di distruggere i loro satelliti da ricognizione con un potente missile intercettore, gli USA e la NATO, perdono questo vantaggio aerospaziale.

Le guerre spaziali sono cominicate. Resta da vedere chi vincerà.

di Francesco Tallarico

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