Le sorprendenti vite di Irene Pivetti, dalla Vandea a Maranello

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Nella vita di un essere umano possono esserci molte vite. Nel caso di Irene Pivetti, classe 1963, presidente della Camera a soli 31 anni, queste vite sono anche sorprendenti. E questo fin dal suo esordio, nel 1994, quando stupì tutti innalzando il vessillo controrivoluzionario della Vandea nel cuore delle istituzioni repubblicane.

Fu vera gloria? Dopo 27 anni, di Irene la cattolica non rimane memoria, se non tra gli addetti ai lavori, non sempre benevoli. Ma la sorpresa continua a rappresentare la cifra complessiva del personaggio Pivetti, luminescente arcitaliana dal profilo cangiante, icona rappresentativa di un’Italia dall’identità friabile e dal destino indefinito.

Il problema è che le metamorfosi di Irene si traducono ultimamente in manifestazioni sconcertanti: dalla Vandea, l’ex presidente della Camera è finita a Maranello. E non per motivi lusinghieri. Tre Ferrari da corsa, belle, rosse e fiammanti, sono infatti costate alla vulcanica Irene un’indagine della Guardia di Finanza per frode fiscale e autoriciclaggio. Tutto nasce dalla vendita dei tre bolidi e del marchio “Isolani-Ferrari” all’imprenditore cinese Zhou Xijian, vendita passata proprio per la Pivetti, precisamente per la Only Italia, costellazione di società che fa capo all’ex pasionaria ultracattolica . Un giro di diversi miliardi che le Fiamme Gialle sospettano possa essere servito a una “vendita simulata”, volta a gabbare il fisco. Staremo a vedere come andrà a finire.

Il fatto è che la Pivetti, grazie alle sue società, ha ultimamente mostrato una certa predilezione per il business con l’Asia. Ma questa proiezione al di là della Grande Muraglia non sembra che le stia portando bene. Anche un anno fa Irene finì nei guai per l’importazione di mascherine anti-Covid dalla Cina, tutta roba ritenuta farlocca dai magistrati di Busto Arsizio.
Forse sarebbe stato meglio per lei non abbandonare la Vandea. Ma la sua voglia di sorprendere la portò presto lontano. Quando ad esempio decise di sposarsi, nel 1997, non prese per marito un nobile del Sacro Romano Impero, ma un signor nessuno della Lombardia profonda. Non divenne una contessa ma la “sciura” Brambilla, come dal cognome del coniuge Alberto (da cui poi si separò), più giovane di lei di dieci anni. Però non rinunciò subito al titolo di “on”, che mantenne con l’Udeur dopo l’addio alla Lega. Poi, agli inizi del nuovo Millennio, ce la ritroviamo con nuovo look e nuova professione: commentatrice televisiva. Da intervistata a intervistatrice, sorprendente no? Sorprendente, né più e né meno, come il suo recente profilo da imprenditrice.

All’età di 58 anni, la Pivetti è in grado di sorprenderci ancora per molto tempo. Però dia retta al consiglio di un suo ex ammiratore: lasci perdere la Cina. Da quell’area, in futuro, potranno arrivare brutte sorprese. Non solo per lei, ma per tutti noi.

Aldo Di Lello

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