Il lockdown totale di venti giorni in Austria che senso ha? Cosa c’è dietro

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Sabato scorso il governo austriaco, per fronteggiare l’emergenza da covid 19, ha proclamato un lockdown totale di venti giorni in tutto il territorio dello stato, a partire dal 22 novembre.

Il giorno successivo all’annuncio del governo si solgeva a Vienna una vivace manifestazione di protesta. Tra i manifestanti compariva uno striscione “la polizia combatte per la libertà”.

La misura di inaudito rigore, però, non è caduta come un fulmine a ciel sereno. Era stata preceduta da misure altrettanto pesanti.

Il Cancelliere austriaco Schallenberg, ai primi del mese di novembre, aveva infatti annunciato provvedimenti, quali un lockdown per i non vaccinati e addirittura l’obbligo di vaccinazione per tutti dal 1° febbraio 2022, in vigore dall’8 novembre.

I presupposti erano stati riassunti in precedenza da Hans Kluge, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa. In Austria la percentuale di vaccinati ha raggiunto il 65% circa della popolazione, una copertura giudicata insufficiente. Sono state in larga parte abbandonate le misure di distanziamento e protezione individuale. La variante Delta è molto contagiosa e provoca una veloce risalita dei casi di infezione.

Con le prime misure entrate in vigore l’8 novembre soltanto le persone vaccinate avrebbero potuto frequentare i ristoranti, i centri sportivi, i parrucchieri e quant’altro. La mascherina ffp2 resa obbligatoria in tutti i negozi, musei e biblioteche. Le autorità avrebbero potuto introdurre misure più stringenti se necessario, fino a lockdown a livello locale.

Con il lockdown totale imposto dal governo sabato 19 novembre, invece, tutti a casa. Le uscite sono consentite soltanto per particolari motivi (lavoro, salute, spesa alimentare).

Perché questo climax di misure anti-covid 19, una più stringente dell’altra?

Lo striscione apparso nelle manifestazioni di protesta potrebbe rivelare un indizio. La Polizia austriaca non sta con il governo, ma con i manifestanti per la tutela delle libertà costituzionalmente garantite (anche l’Austria ha una Costituzione, esattamente come l’Italia).

Se la polizia dissente dalle misure del governo, chi le farà applicare? Chi impedirà ai cittadini di uscire di casa e di violare il lockdown totale imposto dal governo?

Forse la situazione sta sfuggendo di mano.

E, poi, perché tutto questo accade proprio in Austria?

Per ragioni storiche e geografiche, l’Austria è sempre stata molto vicina all’Italia. Non è un caso che il governo Draghi abbia annunciato in questi giorni un inasprimento delle misure per il contenimento dell’epidemia da covid 19, quali obbligo di vaccinazione per personale scolastico e forze di polizia e “super green pass”.

Visto il coordinamento sospetto fra paesi europei, viene da pensare che le decisioni in materia siano adottate da un’autorità sovranazionale.

di Francesco Tallarico

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