Super green pass e controlli, smacco di Lamorgese alla Lega

4 minuti di lettura

Il Viminale è alle prese con i controlli del super green pass che scatteranno a partire dal 6 dicembre. Molti i nodi da sciogliere, iniziando per esempio dai mezzi pubblici dove sarà obbligatorio salire muniti di green pass base, ovvero quello che è possibile ottenere anche con i tamponi.

Il ministro Lamorgese ha riunito i prefetti e i comandanti delle principali forze dell’ordine, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, per mettere a punto un piano che consenta un rafforzamento dei controlli sul territorio. Come è noto dal 6 dicembre chi non è vaccinato non potrà più sostare nei locali al chiuso, bar, ristoranti, cinema, teatri, convegni, dove sarà necessario esibire il super green pass ottenibile soltanto con la vaccinazione o la guarigione. I tamponi saranno validi unicamente per accedere nei luoghi di lavoro o sui mezzi di trasporto.

Scrive l’Ansa: “Si tratta di impiegare nel modo più efficiente il personale a disposizione, ricorrendo al supporto delle polizie locali e liberando il più possibile agenti dal lavoro amministrativi per dedicarli ai servizi di controllo. Il punto delicato è quello del trasporto pubblico. Impensabile pensare a verifiche puntuali a tappeto su bus e metro (solo a Roma si calcola ogni giorno un volume di 500mila passeggeri) . Saranno organizzati – con la collaborazione delle aziende municipalizzate che saranno chiamate a contribuire in sede di Comitato provinciale per l’ordine pubblico – verifiche a campione su capolinea di autobus e fermate della metropolitana, nonchè nelle principali stazioni per quanto riguarda il traffico ferroviario. Tenendo conto anche della necessità di non bloccare il servizio, specie in un periodo come quello delle festività con l’aumento delle persone giro. Sul tavolo anche l’ipotesi tornelli per la lettura dei pass, ma non è una soluzione immediata ed ha dei costi che le aziende non paiono disposte ad accollarsi così come quelli legati all’incremento del numero di controllori. Impossibile anche mettere un agente in ogni ristorante, bar o piscina: in questi casi Lamorgese auspica ‘la collaborazione dei gestori che devono vagliare il pass dei clienti così come nei cinema viene controllato il biglietto di chi entra’.

Intanto però la polemica si fa soprattutto politica dopo che al vertice è stato escluso il sottosegretario con delega alla sicurezza Nicola Molteni che è della Lega. Il quale ha rivelato di aver appreso dell’incontro soltanto dalle agenzie di stampa.

Una svista? Oppure l’esclusione di Molteni, che come tutti sanno non ha buoni rapporti con Lamorgese, è stata voluta? Di certo il sottosegretario non manca di evidenziare come gli organici della polizia non siano in grado di farsi carico dei controlli: “Alle forze di Polizia – attacca Molteni su Huffpost– si chiede un impegno straordinario, e allora io chiedo che per loro ci siano risorse straordinarie. Speravamo che già nella manovra passata in Consiglio dei ministri la questione fosse trattata con più incisività, ma così non è stato. Presenteremo in sede di conversione al Senato un pacchetto di emendamenti. Bisognerebbe prevedere più assunzioni, pagare agli agenti gli straordinari e avere più attenzione alla loro tutela legale e assicurativa. Proprio mentre stiamo dando loro un ulteriore impegno, non possiamo fare finta di niente”.

E i rapporti già molto tesi fra Lamorgese e la Lega, con la mossa di oggi hanno forse raggiunto il punto di non ritorno?

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Da Intesa Sanpaolo nasce la carta di debito con l’assistente personale

Articolo successivo

Lavoro, in campo nuove politiche attive

0  0,00