Testa (Flaei Cisl): “Transizione ecologica si deve agganciare a sostenibilità e partecipazione sociale”

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Amedeo Testa (segretario generale Flaei Cisl): “D’accordo con Sbarra. La transizione ecologica è questione tecnica e non ideologica. Si deve agganciare alla sostenibilità e alla partecipazione sociale”.
Oltre 100 persone tra sindacalisti e imprenditori riunite oggi presso l’Auditorium Antonianum di Roma per ascoltare la presentazione del manifesto con cui Confindustria Energia e le Federazioni dell’energia di Flaei e Femca CISL, Filctem CGIL e Uiltec UIL hanno fornito al Governo, la loro visione sulla transizione energetica che dovrà affrontare il Paese nei prossimi anni.
È stato il Presidente Draghi ad aprire i lavori di questo importante appuntamento, apprezzando più volte il metodo concertativo adottato dalle Parti Sociali, mentre il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani, a chiusura dei lavori, ha tirato le fila unendosi agli apprezzamenti e chiedendo agli autori del Manifesto ulteriori contributi.
Il Manifesto presentato oggi dai sindacati e da Confindustria è una piattaforma concreta, pragmatica, sfidante per una transizione tecnologica-energetica che può farsi traino della ripartenza se si aggancia alla sostenibilità e alla partecipazione sociale”. Lo ha detto oggi il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra all’evento “Lavoro ed Energia per una transizione sostenibile”.
Anche Amedeo Testa, Segretario Generale della FLAEI Cisl ha rimarcato l’importanza del metodo di confronto seguito dalle Parti Sociali, auspicandone la prosecuzione anche per il futuro, ma più in particolare ha sottolineato al Governo, la necessità prioritaria di osservare criteri di reciprocità nelle normative e nei comportamenti di tutti i Paesi concorrenti tra loro, al fine di assicurare alle imprese italiane le medesime opportunità di sviluppo. Ha richiamato anche l’attenzione sui ritardi con cui si sta procedendo all’adeguamento del sistema di Rete che dovrà accogliere, con modalità operative e gestionali del tutto innovative, l’energia elettrica prodotta da poco meno di tre milioni di operatori domestici e industriali. “Il nostro contributo principale – ha puntualizzato Testa – è stato quello di dimostrare che la transizione energetica non è questione ideologica o politica, ma semplicemente e realisticamente tecnica; attiene cioè all’equilibrio che in ogni momento va realizzato tra domanda e offerta, sapendo che le fonti rinnovabili, per loro natura, sono purtroppo discontinue e non esistono al momento efficaci sistemi di accumulo in grado di coprire i vuoti di produzione che normalmente si verificano”.
L’idea di superare radicalmente il ricorso agli idrocarburi e tra questi anche il gas” – ha concluso Testa – “è possibile alla sola condizione di non usare facili scorciatoie lontane dalla realtà, annunciando di volta i volta date magiche che non potranno essere rispettate”.

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