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Biden ha dichiarato guerra alla Cina, Taiwan la miccia

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Il Presidente Biden ha organizzato un incontro internazionale, che si svolgerà negli Usa il prossimo 9-10 dicembre, denominato “Vertice delle democrazie”.

Questa settimana il Dipartimento di Stato ha annunciato un elenco di partecipanti, che comprende 110 paesi. Ma Cina e Russia non sono state invitate.

Fin qui nulla da dire. Poiché esiste la libertà di opinione, gli Usa possono giudicare “democratici” alcuni paesi ed altri no.

Ma, provocatoriamente, il territorio cinese separatista di Taiwan è stato invitato a partecipare alla videoconferenza. Molto interessante. E la dice lunga sulle prossime mosse geopolitiche della Casa Bianca.

Ma c’è un ma. Che termine hanno usato gli Usa per invitare la Cina nazionalista? “Partecipante” e non “nazione”. Cosa vuole dire? Un modo per depistare, non insospettire i cinesi, fingendo di rispettare i patti e cioè, la non ingerenza americana sulle mire di Pechino? Ma, a parte la questione meramente nominale, l’invito rappresenta di fatto una sfida bella e buona, Al limite della provocazione diplomatico-militare.

Una polveriera che da tempo è destinata a scoppiare. Ricordiamo la cronaca più recente.

La tensione nel mar cinese meridionale da tempo è salita alle stelle. La scorsa domenica 27 aerei del Pla, l’esercito della Repubblica Popolare di Cina, hanno sorvolato la zona di identificazione della difesa di Taiwan (Adiz) vicino alla parte meridionale dell’isola. Il numero di velivoli coinvolti nelle incursioni cinesi all’interno dello spazio aereo taiwanese ha raggiunto una cadenza media di 150 aerei in 4 giorni!

Esiste il pericolo reale che possa scoppiare una guerra?

Lo Speciale ha raccolto per i suoi lettori il parere di esperti internazionali.

Secondo Timothy Heath, ricercatore senior della difesa internazionale presso la Rand Corporation statunitense, pochi esperti considerano imminente un’invasione cinese di Taiwan. Ma le possibilità di un errore di calcolo devastante aumentano ogni volta che un caccia cinese entra nell’Adiz di Taiwan.

Molto più catastrofista il parere di un altro attento osservatore internazionale, Finian Cunningham, secondo il quale Biden ha appena annunciato la sua intenzione di scavalcare l’avvertimento circa la linea rossa della Cina su Taiwan. La mossa degli Usa è un passo incauto che osa provocare un’inevitabile risposta militare da parte di Pechino. Se ciò accade tutte le scommesse sono aperte per uno scontro militare su vasta scala tra gli Usa, i suoi alleati, e la Cina. Non è allarmistico dire che uno scontro del genere sfocerebbe nella terza guerra mondiale, anche in considerazione del fatto che la Russia, in un simile scenario, sarebbe obbligata a difendere la Cina.

Intanto, il governo della Cina Popolare ha rilasciato per bocca del suo Ministro degli Esteri Wang Yi una dichiarazione molto tagliente sull’evento internazionale promosso da Biden, la Cina condanna il vertice (delle democrazie n.d.r.) come una polarizzazione artificiale delle nazioni in alleati da una parte e nemici dall’altra.

La situazione è molto fluida e gli eventi incalzano. Resta un interrogativo inquietante che cosa vuole fare Biden?

di Francesco Tallarico

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