Calcio: Gazidis “Al Milan grande unità, stadio nuovo? Serve coraggio”

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"Siamo in crescita, ma siamo all'inizio e non alla fine del percorso", le parole dell'ad rossonero MILANO (ITALPRESS) – Nato in Sudafrica, trasferitosi a Manchester e poi negli Stati Uniti, di nuovo a Londra e infine a Milano. Tutto si sarebbe immaginato, Ivan Gazidis, tranne che sentirsi milanese vero, lui che da sempre è stato accompagnato dalla fama di chi doveva far quadrare i conti e rispettare le consegne della proprietà per cui lavorava. E invece di Milano si è innamorato, al punto da parlare con il canale tematico rossonero proprio in occasione della festa di Sant'Ambrogio, patrono della città. Una città che gli si è stretta vicina quando, lo scorso 20 luglio, il Milan comunicava che Gazidis si sarebbe trasferito a New York per curare un carcinoma alla gola, malattia emersa durante un check up medico di routine: "Milano mi è mancata molto – ha detto l'amministratore delegato rossonero a Milan TV -. È una città con un cuore forte. Ho sentito questa appartenenza durante il periodo del lockdown, ho sentito la forza della città, la generosità della gente. In quel periodo ho percepito tutte queste qualità e mi sono sentito parte di questa città. Milano ha una storia incredibile, ma è un città che guarda avanti". Il calore del pubblico lo ha sentito direttamente sulla sua pelle prima della gara contro il Sassuolo, quando per la prima volta è tornato allo stadio ed è stato accolto dall'applauso di tutti gli spettatori: "Un momento veramente unico, speciale, non solamente della mia carriera professionale, ma anche della mia vita – ha detto Gazidis -. Non lo dimenticherò mai. Quando sono arrivato a Milano c'erano dei dubbi che capisco, ma col tempo credo che i tifosi possano vedere la visione che abbiamo per questo club. Serve coraggio, ma il Milan lo ha sempre avuto". Un coraggio che è servito per dare una nuova linea all'area sportiva, capace di virare verso la piena sostenibilità puntando sui giovani e sullo scouting, non senza l'apporto di giocatori carismatici e di peso nello spogliatoio come Ibrahimovic o Kjaer. Scelte forti che stanno ripagando, come dimostra la classifica e, in generale, il percorso fatto dalla squadra da due anni a questa parte: "Siamo primi…al momento – sorride Gazidis -. Siamo in crescita. Abbiamo sempre detto che siamo all'inizio del percorso, non alla fine. C'è grande unità al vertice del club, dal presidente Scaroni a Maldini, Massara e io, sempre con Pioli. I giocatori vedono questa unità e capiscono la visione. Tutto è possibile quando ci sono unità e lavoro. Pioli? Ha la qualità sul campo per giocare il tipo di calcio che volevo". Ma lo sguardo di Gazidis è sempre rivolto al futuro e in particolare all'elemento che potrebbe fare da trampolino per i prossimi anni, il nuovo stadio. Il presidente Scaroni ha detto che la decisione finale su quale progetto portare avanti verrà presa entro Natale, un momento a suo modo storico. Restano i dubbi legati a San Siro e alla sua gloriosa storia, ma Gazidis è convinto che soltanto con un nuovo impianto il Milan potrà fare un decisivo passo in avanti: "Capisco i dubbi, perché San Siro è un luogo speciale, ma è necessario avere coraggio. I sentimenti esistono e non si possono mettere in discussione. Le memorie di San Siro ci saranno per sempre, nessuno potrà cancellarle, è impossibile. Ogni lega nel mondo che ha avuto successo lo ha fatto costruendo nuovi stadi, con un'esperienza incredibile e inclusiva per i tifosi. Vedo un futuro brillante, è necessario solamente avere coraggio: creare nuovi stadi è un passo fondamentale se vogliamo essere ancora al vertice del calcio nel mondo. La nuova area di San Siro sarà un nuovo cuore per Milano, non è solamente un progetto calcistico, ma anche una visione per tutta la città, una città moderna, inclusiva, che guarda avanti con coraggio". Gazidis festeggerà con il panettone il suo quarto Natale a tinte rossonere (è in carica come amministratore delegato dal 5 dicembre 2018), sentendosi ormai, oltre che milanista, anche milanese a tutti gli effetti: "La famiglia del Milan mi ha dato grande energia e questo mi dà orgoglio e forza. Abbiamo vissuto due anni difficili, auguro ai nostri tifosi e ai cittadini di Milano una buona festa di Sant'Ambrogio e spero anche in un anno più facile per tutti". (ITALPRESS). bf/ari/red 07-Dic-21 12:24

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