Calcio: Ibra “Dispiace per uscita Champions, ora puntiamo scudetto”

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"Il ritiro mi fa paura, ogni volta che si avvicina prolungo" CARNAGO (VARESE) (ITALPRESS) – Archiviata la parentesi europea, il Milan è pronto a rituffarsi sul campionato con la trasferta di Udine. In difesa Florenzi sembra favorito su Kalulu a destra, mentre a centrocampo Pioli dovrebbe schierare la coppia titolare Tonali-Kessie. L'altro ballottaggio è sulla linea dei tre a sostegno della punta, con Messias che contende il posto a Saelemaekers per completare il reparto insieme a Diaz e Leao, con Ibrahimovic unico attaccante. In giornata sono arrivate anche le parole dello svedese, che a Radio Deejay ha rivolto un messaggio ai tifosi dopo la serata che ha sancito l'addio all'Europa: "Siamo delusi dall'uscita dalla Champions League – ha detto Ibra -, mi dispiace e ci dispiace tanto, ma lotteremo per vincere lo scudetto. Faremo di tutto per vincerlo e non molliamo. Nel fallimento esiste anche il successo, cresceremo e prenderemo esperienza". Il suo valore aggiunto lo si è percepito chiaramente nella crescita della squadra da quando è arrivato, con tanti compagni che a più riprese ne hanno sottolineato la capacità di motivarli e di farli rendere al massimo. "Ho delle responsabilità davanti ai miei compagni – ha detto -. Loro mi guardano perché parlo in campo e nello spogliatoio. Si sentono protetti ma devono prendersi le loro responsabilità e crescere". In particolare, poi, ha fatto riferimento a un giocatore specifico: "Leao si è convinto da solo a correre, non è venuto da me. Non correva, ho provato ma non trovavo un contatto mentale con lui. Non riuscivo, ma nel precampionato è esploso ed è partito da solo". La mancata conquista del Pallone d'Oro e della Champions non sono un problema ("Non so perché non ho vinto il Pallone d'Oro, io gioco e penso a giocare. Non ho vinto neanche la Champions League, dicono che non la vincerò mai, ma questo non cambia la mia carriera e neanche le mie qualità. Ho avuto la fortuna di giocare con grandi giocatori e grandi squadre, ho imparato diverse lingue e qualcosa ho vinto"), il mancato passaggio al Napoli una cosa ormai alle spalle: "Ero in America e Mino mi diceva di tornare a giocare in Europa, in Italia. In quel momento ho guardato un documentario su Maradona, i tifosi erano una cosa incredibile. Avevo parlato con il Napoli e il giorno che dovevo firmare hanno mandato via Ancelotti. Avevo parlato tanto con lui, mi aveva convinto, e il giorno che è andato via mi sono sentito insicuro. Poi è arrivato il Milan". Meglio guardare avanti e pensare al futuro, che potrebbe essere ancora sul campo: "Stare lontano dalla mia famiglia è molto dura, il programma era andare a Napoli per quattro mesi, vincere lo scudetto e tornare in Svezia. Le cose invece sono andate bene al Milan e sentivo la voglia di giocare, così ho deciso di prolungare il contratto. Non avevo parlato con mia moglie e sono andato sulla passione. Ho paura di ritirarmi. Ogni volta che si avvicina il momento, prolungo". Potrebbe capitare un'altra volta. (ITALPRESS). bf/glb/red 09-Dic-21 19:35

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