Calcio: Pellegrini “Roma punto d’arrivo, siamo sulla strada giusta”

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"Non esiste squadra più grande, con Mourinho lavoriamo sulla mentalità vincente" ROMA (ITALPRESS) – "In questo momento stiamo lavorando parecchio a creare una mentalità vincente, perché mister Mourinho ci dice sempre che deve essere una delle nostre maggiori qualità. Ovviamente, questo cambiamento non può accadere in un minuto, ma sono sicuro che siamo sulla strada giusta: serenità e senso di responsabilità sono due ingredienti chiave per la nostra crescita". A parlare del momento della Roma e non solo è Lorenzo Pellegrini, che sulle pagine di "The Players' Tribune" ripercorre la sua carriera dagli inizi, a caccia di quel sogno che era la maglia giallorossa. "Capite cosa significa? Capite quanto sia importante per un bambino cresciuto a Cinecittà? Non si trattava di lavoro, hobby o carriera. Per me giocare per la Roma era…tutto. Appena indossi la maglia della Roma, rappresenti qualcosa che è più grande di te. Specialmente quando arrivi in prima squadra. Per me la strada per arrivarci è stata lenta e costante, perché le giovanili si allenano vicino ai grandi e quando un giocatore si infortuna, chiamano sempre qualche ragazzino. Qualche volta è toccato a me. Quindi lasciavo il campo della Primavera e facevo questo grande giro. Era 'Il Percorso'". Pellegrini ricorda l'esordio in prima squadra con Garcia ("Al mister mi lega un sentimento di stima e riconoscenza: lo sento spesso e sono felice di aver conservato negli anni un bel rapporto con lui"), la serata magica col Barcellona ("sapevamo che saremmo passati. Lo sapevamo. Non sto esagerando. Sapevamo anche il risultato. Dicevamo tutti che avremmo vinto 3-0 e che saremmo passati per il gol in trasferta"), fino alla prima partita da capitano. "Posso dire tranquillamente di non esser mai stato più orgoglioso. Stavo seguendo le orme di Francesco e Daniele, due leggende sia per la società che per la città. Ancora oggi, ogni volta che metto la fascia, salgo i gradini dell'Olimpico e sento il rumore dei nostri tifosi, mi chiedo se è vero. Non so perché, ma ho come paura di svegliarmi all'improvviso". E da capitano, Pellegrini si ispira proprio a Totti, un leader "che non aveva bisogno di parlare più di tanto, perché era il modo in cui giocava a parlare per lui. Non potrò mai paragonarmi a lui, ma mi piacerebbe provare a ripetere qualcosa di simile, cercando anche di spiegare a tutti cosa significhi la Roma". "Ogni giorno dico ai miei compagni cosa significa giocare per la Roma – scrive ancora Pellegrini – Questa non è una fabbrica di talenti, questo non è un trampolino per andare in una squadra più grande. Perché non esiste una squadra più grande. No. Questo è un punto d'arrivo. Roma è… Roma". (ITALPRESS). glb/red 10-Dic-21 14:38

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