Calcio: Juric “Tudor un fratello, conosco strada per fare grande Toro”

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"A Verona il periodo più bello della mia vita, spero di poterlo vivere anche qui a Torino" TORINO (ITALPRESS) – Archiviata la delusione dell'eliminazione in Coppa Italia contro la Sampdoria, Ivan Juric si appresta a vivere una domenica da amarcord, quando il suo Torino scenderà in campo domani alle 18 contro il Verona. Una partita che per il tecnico granata non potrà masi essere come le altre, dal momento che nella città di Romeo e Giulietta l'allenatore croato ha trascorso due stagioni molto importanti, nelle quali la squadra gialloblù ha ottenuto ottimi risultati grazie al gioco spumeggiante proposto da Juric. "A Verona è stato il periodo più bello della mia vita, durante il quale abbiamo costruito grandi cose. Devo ringraziare il presidente Setti che mi ha permesso di vivere un'esperienza magnifica". Domani Juric si aspetta una gara difficile, contro una squadra che ovviamente conosce benissimo e che è guidata in panchina del suo connazionale Tudor. "Igor è un amico e un fratello, con il quale condividiamo parecchie cose. Non è certamente un tecnico alle prime armi, dal momento che allena da circa dieci anni e ha già molta esperienza, avendo lavorato in diverse società, compreso il Galatasaray". "Domani ci aspetta una partita tosta e intensa. Sono curioso di vedere quanto siamo riusciti ad avvicinarci al livello dei gialloblù che in questi anni hanno acquisito un sincronismo nei movimenti e degli automatismi che noi dobbiamo ancora raggiungere – ha aggiunto Juric -. Io so qual è la strada giusta per riportare il Toro ai livelli che merita, spero che la società mi permetta di perseguire questo risultato. All'Hellas lavoriamo in simbiosi con il ds Tony D'Amico, mi auguro di poter costruire col tempo lo stesso rapporto con Vagnati". La delusione per l'eliminazione dalla Coppa Italia subita giovedì a opera della Sampdoria, il tecnico granata preferisce mettersela alle spalle, così come le critiche subite per l'ampio turnover effettuato a Marassi: "Non sono pentito per le scelte che rifarei, considerato anche il fatto che dobbiamo affrontare tre partite in 72 ore. La squadra scesa in campo contro la Samp aveva circa 30 anni in più rispetto a quella che ha giocato col Bologna e poi si tratta di ragazzi che si impegnano con grande serietà negli allenamenti. Certo, mi aspettavo qualcosa in più sul piano della prestazione e sono dispiaciuto per il risultato". (ITALPRESS). rol/ari/red 18-Dic-21 13:14

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