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Draghi come Spider-Man. Ma dietro gli elogi europei si celano rischi e minacce

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Tanti elogi stanno piovendo sull’Italia in questi ultimi tempi. C’è di che rimanere confusi. È un coro di benedizioni partito dalla Commissione di Bruxelles e a cui si è unita persino l’arcigna Fitch, che ha rivisto al rialzo il rating del nostro paese. «Ma come siete bravi», «ma quanto crescete», «siete diventati la locomotiva d’Europa».

Naturalmente, il vero destinatario di tanto zucchero e di cotanto miele è lui, Mario Draghi, che in questi giorni pare eguagliare Spider-Man in popolarità. Così come il Super-Eroe è campione d’incassi Super-Mario è campione di encomi. «Tenetevelo stretto», ha detto sostanzialmente agli italiani il “Financial Times”, che in un articolo di Bill Emmot. ex direttore dell’”Economist”, auspica che l’ex presidente della Bce rimanga incollato alla poltrona di Palazzo Chigi anche nella prossima legislatura. Ma, poiché non la ritiene una soluzione realistica, afferma che l’attuale premier farebbe del bene all’Italia anche se dovesse conquistare il Colle.

Tanta considerazione europea nei confronti dell’Italia non s’è mai vista da quasi un secolo. Ma qui scatta un campanello d’allarme. Perché, dietro Draghi Spider-Man, c’è una implicita minaccia agli italiani: «Attenti a quello che fate: il bel sogno potrebbe finire se malauguratamente tornaste alle cattive abitudini dell’era pre-Draghi. Quest’era deve continuare, in qualsiasi modo».

È quello che in sostanza ha detto Scholz nella sua recentissima visita al premier italiano: «L’Italia deve essere felice di avere al suo vertice un uomo così competente». Una lusinga cui si collega la promessa del neocancelliere di mantenere sempre «flessibile» il Patto di Stabilità e tenere sempre larghi i cordoni della borsa.

Il problema è però che l’equilibrio su cui si regge il Piano per la Ripresa dell’Europa (Next Generation EU) si fa facendo sempre più fragile. E questo per il ritorno dell’inflazione. Per la Germania, come si sa, si tratta di un incubo storico, da cui scaturisce l’ideologia tedesca dell’austerity. Se non si riuscisse ad arrestare l’aumento dei prezzi, i falchi del rigore potrebbero tornare a volteggiare, con buona pace dei programmi di spesa del “governo semaforo” guidato da Scholz.

In questa condizione di incertezza economica e di angoscia da Covid, la posizione dell’Italia diventa strategica. Da anello debole di Eurolandia, il nostro paese potrebbe trasformarsi nel punto d’appoggio per la prosecuzione della politica di espansione economico-finanziaria. La condizione essenziale è che Draghi Spider-Man continui a garantire la nostra stabilità politico-finanziaria, o dal Quirinale o da Palazzo Chigi.

Vale la pena aggiungere, a chiosa, che il nuovo presidente della Bundesbank, Joachim Nagel (che sostituisce il superfalco Jens Weidmann) è definito in Europa «la più colomba tra i falchi». Quest’ossimoro contiene una promessa. Ma anche una minaccia.

di Aldo Di Lello

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