Polemica Boldrini-Israele e l’antisemitismo a “doppio taglio”

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Stavolta non c’entrano niente i neofascisti, le formazioni di estrema destra, o le inchieste di Fanpage sulle infiltrazioni antisemite.

Da ieri si è creato un serio incidente diplomatico fra il Parlamento italiano e l’ambasciata israeliana, a causa di una iniziativa che ha avuto per protagonista l’ex presidente della Camera Laura Boldrini del Pd; la quale, in qualità di presidente del Comitato permanente sui diritti umani nel mondo costituito in seno alla commissione Esteri della Camera dei deputati, ha invitato i rappresentati di due ong palestinesi, «Al-Haq» e «Addameer», accusate di essere organizzazioni terroristiche dallo Stato d’Israele. I due rappresentanti intervenuti all’incontro in videoconferenza, sono inoltre accusati, sempre da Israele, di presentarsi con il volto rassicurante e presentabile delle organizzazioni umanitarie in giro per il mondo, ma di essere coinvolti in vere e proprie azioni terroristiche ai danni della popolazione israeliana.

L’invito, scrivono gli israeliani, «è un riconoscimento per il terrorismo e contrasta completamente con l’aspettativa dell’intera comunità internazionale di dissuadere e impedire alle organizzazioni terroristiche di operare dall’interno di strutture civili e di impedire che qualunque forma di finanziamento finisca nelle mani delle organizzazioni terroristiche».

La Boldrini non ci sta e replica che le accuse di Israele contro le due organizzazioni sarebbero prive di riscontri oggettivi, ragione per cui lei ha pensato bene di invitare i suoi rappresentanti, pur consapevole che la cosa avrebbe provocato reazione da parte israeliana. Eppure dal Pd nessuno sembra essersi indignato. Ovviamente stupisce il silenzio di chi è sempre pronto ad accusare la destra di antisemitismo, spesso senza ragione, ma solo sulla base del fatto che “il fascismo ha varato le leggi razziali”; evitando poi di fare i conti con l’antisionismo che da anni alberga beatamente a sinistra.

E sempre ieri Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, ha raccontato un fatto curioso che ha avuto per protagonista il deputato dem Emanuele Fiano. Scrive Adinolfi su Fb: “Emanuele Fiano si era pubblicamente esaltato per l’elezione a presidente cileno del giovane Gabriel Boric. Poi si è accorto che Boric definisce Israele come uno Stato ‘genocida e assassino’. E allora Fiano ha cancellato di corsa il post. Info per Fiano: mezza sinistra la pensa come Boric. Tanti dirigenti del suo Pd hanno espresso sostegno alla causa palestinese che ha come obiettivo la distruzione dello Stato di Israele”. Ed ecco prontamente arrivare la polemica per l’iniziativa della Boldrini.

E allora viene da chiedersi se forse non sia arrivato il momento di smetterla di strumentalizzare l’antisemitismo quando fa comodo, visto che mai come oggi rischia di rivelarsi un’arma a doppio taglio per chi continua ad analizzare il conflitto israelo-palestinese con le lenti del pregiudizio e con la certezza che il bene stia soltanto da una parte, quella palestinese, e il male venga tutto da Israele. Commemoriamo giustamente le vittime dell’olocausto tenendo viva la memoria della tragedia, ma a nessuno è consentito rilasciare patenti. Specie a chi dimentica che lo Stato d’Israele è “erede” di quella tragedia.

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