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Usa-Cina: la scintilla della guerra potrebbe scoccare nello spazio

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Diversi giornali riportano con evidenza la notizia della protesta cinese contro gli Usa per l’affollamento di satelliti Star-link nello spazio sopra la Terra, intasamento causato, secondo Pechino, dai lanci voluti dal miliardario Elon Musk, fondatore del colosso aerospaziale SpaceX.

Il ministero degli Esteri della Repubblica Popolare denuncia l’alto rischio di collisione tra oggetti orbitanti per effetto delle migliaia di satelliti inviati da Musk.
La gran parte della stampa italiana sembra condividere questa preoccupazione cinese. «Ogni settimana –scrive ad esempio la Repubblica- si registrano almeno 1600 “incontri ravvicinati”. Uno su due vede di mezzo i satelliti di Musk».

Ci sarà pure questo alto rischio. Ma le vere ragioni che spiegano l’iniziativa di Pechino sono altre. E nessuno ne parla. Di cosa si tratta? Del fatto che lo spazio è diventato la nuova frontiera della sfida geostrategica tra grandi potenze. La protesta anti-Musk è con ogni probabilità un “avvertimento” che Xi lancia a Biden: attenti che il gioco si sta facendo pericoloso e, dalla collisione spaziale, si potrebbe passare alla collisione militare. Si parla spesso di Taiwan e del Mar Cinese Meridionale come possibili cause dirette di uno scontro armato tra Usa e Cina. Ma la scintilla più probabile potrebbe in realtà venire dallo spazio.

Non è heroic fantasy, ma una possibilità reale. E si tratta di qualcosa di molto diverso dalla sfida spaziale Usa-Urss della guerra fredda, un confronto che aveva una importante valenza simbolica e una rilevante ricaduta tecnologica. Qui si tratta invece di una contesa molto più immediata e a più diretto impatto militare, tanto che lo spazio è ormai entrato nelle nuove mappe elaborate dagli esperti di geopolitica: chi controlla la prima regione dello spazio al di sopra della Terra, quello appunto attraversato dai satelliti, controlla la Terra.

Più in profondità, dalla geopolitica, teorizzata all’inizio del XX secolo da Halford Macknder, stiamo passando all’astropolitica, teorizzata a sua volta, all’inizio del XXI, da Everett Dolman. «Dolman ha creato una massima che riecheggia la famosa teoria geopolitica dell’Heartland di Halford Mackinder del 1904 sul controllo del mondo, che inizia così: “Chi controlla l’Europa orientale comanda l’Heartland. La versione di Dolman dice: “Chi controlla le basse orbite terrestri controlla lo spazio vicino alla Terra. Chi domina la Terra determina il futuro dell’umanità» (Tim Marshall, “Il potere delle mappe”, Garzanti).

L’irritazione cinese per i lanci di Elon Musk non si risolverà inventando una sorta di super-vigile che controlla il traffico spaziale. Dietro quella polemica si scorgono lampi ben più inquetanti, bagliori di una guerra fantascientifica, Ma non impossibile.

Aldo Di Lello

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