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2022: Corea del Nord, fine della guerra o nuove provocazioni?

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Tra il 26 giugno 1950 e il 27 luglio 1953 si è combattuta la guerra tra Corea del Nord e Corea del Sud. Si è trattato di un conflitto sanguinoso e orribile, che ha coinvolto anche gli Usa, la Cina e l’allora Urss.

Paradossalmente la guerra tra le due Coree si è protratta fino ad oggi. Infatti, non è mai stato stipulato un trattato di pace, ma semplicemente un armistizio fra i due eserciti belligeranti, che si sono attestati sulla linea del 38° parallelo geografico, creando fra loro una zona demilitarizzata di circa 2 chilometri. Una terra di nessuno, considerata una delle zone più calde del mondo.

Dopo ben 68 anni, la Corea del Sud e gli Usa hanno approntato il testo di una dichiarazione riconciliatoria, con l’intento di porre fine alla guerra di Corea, come riferito qualche giorno fa dal ministro degli Esteri sudcoreano, Chung Eui-yong.

E’ senza dubbio la prima volta che Seoul fa esplicito riferimento a progressi nell’elaborazione della dichiarazione. Il ministro sudcoreano ha però affermato che la bozza del testo deve essere ancora condivisa con la Corea del Nord e ricevere una risposta da Pyongyang attraverso i canali diplomatici cinesi.

Già nel novembre dello scorso anno il ministro Chung ha affermato che la Corea del Sud e gli Usa avevano concordato lo schema generale della dichiarazione di pace tra le due Coree. I due Paesi avevano infatti una posizione comune circa la necessità di dichiarare la fine della guerra come “il primo passo per riportare la Corea del Nord al dialogo”, dopo l’evidente fallimento dei negoziati di Donald Trump. La proposta di pace aiuterebbe moltissimo a raggiungere l’agognata denuclearizzazione dell’intera regione.

Venti di pace dunque? Distensione? Non sembrerebbe.
Stando all’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap News, che a sua volta riprende un think tank di Seoul, la Corea del Nord potrebbe effettuare nel 2022 un test missilistico intercontinentale (Icbm), o addirittua un test nucleare. Secondo l’agenzia di stampa, l’intento di Pyongyang sarebbe quello di fare pressione sugli Usa, in vista delle elezioni mid-term del novembre prossimo.
Secondo altri analisti, questa volta dell’Asian Institute for Policy Studies, è probabile che nel 2022 la Corea del Nord si concentri maggiormente sulle provocazioni che sul dialogo.

Insomma, la politica nordcoreana è sempre avvolta nel più impenetrabile e fitto mistero. Così come le vicende del suo leader, Kim Jong Un, che viene dato per malato o persino defunto, per poi spuntare di nuovo vivo e vegeto sulla scena politica nordcoreana. Fare previsioni, dunque, è del tutto azzardato se non impossibile. Non resta che osservare gli accadimenti e cercare di comprendere quello che si muove dietro le quinte.

Francesco Tallarico

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