Da formiche a falene: adesso al piccolo risparmiatore italiano piace rischiare con le criptovalute

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Indebitati, spesso incapaci di sostenere una spesa improvvisa di soli mille euro, eppure sempre più attratti dal trading online e dagli investimenti in criptovalute. È questo lo sconfortante quadro che emerge dal Rapporto Consob 2021 sulle abitudini d’investimento degli italiani.

Lo studio è importante perché mette a confronto la situazione pre-covid con quella attuale, scoprendo che nei due anni trascorsi dall’inizio della pandemia siamo diventati più poveri e pure più propensi a rischiare i nostri magri risparmi. Secondo lo studio infatti gli intervistati fragili dal punto di vista finanziario – quelli in difficoltà con le spese di tutti i giorni – sono ben il 39% del totale, mentre quasi la metà risulta indebitato con un mutuo o un prestito per spese correnti. Eppure questo stesso campione si dimostra interessatissimo nelle azioni di trading online, che dai 31 miliardi di spesa nel 2019 è passato, forse a causa delle lunghe giornate chiusi in casa davanti al computer, ai 41 miliardi del 2021.

Ma a preoccupare di più gli esperti dell’authority guidata da Paolo Savona sono le ricerche sul web che riguardano le criptovalute, sulle quali già il 5% degli italiani ha cominciato a spendere. Ovviamente non è una brutta notizia in sé che i risparmiatori tentino di investire i propri risparmi; il problema è che a farlo sono spesso persone del tutto ignoranti di finanza, che ammassano quelle poche migliaia d’euro che hanno faticosamente messo da parte sul conto corrente in investimenti attraenti – perché promettono guadagni del 5 o 6 per cento l’anno – ma proprio per questo pericolosi. Qualcuno ricorda i bond Parmalat e il tracollo della società guidata da Calisto Tanzi, del quale si è tornati in questi giorni a parlare in occasione della sua scomparsa? Sembra che i piccoli risparmiatori italiani, incapaci persino di capire la differenza tra un’azione e un’obbligazione, siamo sempre pronti a piantare le loro monete nel campo dei miracoli, per poi stupirsi quando la mattina dopo trovano una buca al posto dell’albero del denaro.

A certificare questa situazione è stato proprio il Rapporto, che ha sottoposto le persone interpellate a una serie di domande su cinque nozioni di base (relazione rischio rendimento, tasso di interesse composto, inflazione, mutuo, diversificazione del rischio), roba che qualunque cittadino maggiorenne dovrebbe conoscere. Ebbene, la quota di risposte corrette si è attestata intorno al 40% circa.

La soluzione a questa situazione è sempre la stessa, e Savona non si scorda di ripeterla: studiare. Occorre combattere l’ignoranza finanziaria preparandosi a fondo prima di affrontare le incognite del trading online. Il governo ha persino creato un portale ad hoc, quellocheconta.gov.it, per spiegare con parole semplici i concetti di base per preservare le proprie finanze ed evitare le truffe. Anche se a volte a evitare certi investimenti sconclusionati basterebbe la saggezza delle nostre nonne: non ci vuole un esperto per capire che certi investimenti che promettono grandi guadagni senza rischio sono una truffa: a grandi guadagni corrispondono grandi rischi. È questa l’unica regola sempre valida nel mondo della finanza. È bene che le formiche italiane se ne ricordino se non vogliono trasformarsi in falene accecate (e fregate) dai soliti furbi.

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