“Mai Bar”, un viaggio intimo e ironico alla ricerca di una password perduta

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“Sono il peggior nemico di me stesso. Per fortuna non conosco i miei punti deboli. Cambiare a volte è possibile. A volte è necessario. Ma mai insieme necessario e possibile. Spero che non mi crolli tutto addosso. Non ho nessuna voglia di scansarmi. Io la verità non la conosco ma conoscendo molte bugie vado per esclusione. La mia prima intuizione è sempre giusta. Quindi non so mai come sia la seconda. Dicono che l’amore è la soluzione, ma nessuno ha mai saputo quale sia il problema”.

Nicola Farina, romano e bancario, grande frequentatore del genere aforistico (primo nel 2018 tra gli inediti e Menzione Speciale nel 2020 al Concorso Torino in Sintesi patrocinato dall’Associazione Italiana per l’Aforisma), si è già cimentato con la narrativa con “L’ironia della chiave” con Teseo Editore.

Con la stessa casa editrice è uscito in questi giorni il romanzo “Mai Bar”. Un volume in cui Farina gioca e si cimenta sul tema delle parole chiave, delle password che consentono di aprire (o chiudere) le porte dei nostri device, della nostra quotidianità o del nostro inconscio. Ce ne sono miriadi nella letteratura e nella storia.

Per citare le più conosciute c’è il “Pape Satan Pape Satan Aleppe” pronunciato da Pluto, custode del quarto cerchio dell’Inferno di Dante o l’ “Apriti Sesamo” dei ladroni nel libro di fiabe orientali “Ali Babà”, o nel libro “Le Mille e una notte”. O ancora l’inflazionatissimo “Abracadabra” che risale all’aramaico avràcadabra “Io creerò come parlo”. Da questa suggestione si arriva al corpo del lavoro di Farina.

Il destino del protagonista di “Mai Bar” è legato a doppio filo a una password. Decifrare la chiave che blocca il computer del padre è per lui questione vitale. Il bar mai che dà il nome al libro si fa spettatore di questa commedia con un’ intricata storia d’amore appesa a un filo, con grandi e piccole scommesse da onorare e con la girandola di originalissimi frequentatori. Tra cui un misterioso clochard sempre accompagnato dal suo fedele cane lupo. Così la trama parallela che si confonde con gli altri intrecci è per il protagonista comprendere la parte di storia che il genitore gli ha tenuto segreta.

Scoprire questo modernissimo Abracadabra sarà la magia che potrebbe liberare il protagonista dal suo sortilegio fatto di bit e denaro.

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