Danni collaterali: niente sesso, siamo in pandemia

4 minuti di lettura

Ce l’avevano già annunciato alcune statistiche, ma non volevano crederci. Ora dobbiamo arrenderci all’evidenza: la pandemia fa male all’amore.

Capita infatti che il colosso mondiale dei preservativi, la Karex, ha deciso di non produrre più condom. Dal mitico “guanto” dell’eros passerà ai guanti veri, di lattice, articoli commerciali non più riservati ai produttori di spasimi d’amore ma ai fabbricatori di mozzarelle e insaccati, agli operatori sanitari, ai pulitori di w.c. e a tutti quelli che si dedicano alle attività più prosaiche e spoetizzanti che possiamo immaginare.

L’azienda leader dei profilatticci ha infatti subito una caduta di vendite del 40% nel tempo del coronavirus. E ha perciò deciso di cambiare produzione. Ciò significa che siamo di fronte a una globale caduta della libido. È uno dei danni collaterali della pandemia. E non possiamo farci niente. A gioire saranno soltanto i soliti fustigatori di costumi, in compagnia di moralisti, bigotti, bgraghettoni, bacchettoni, anoressici sessuali, inappetenti sussuofobici, seguaci di Onan, nonché generali dell’Esercito della Salvezza con tutta la loro lugubre banda musicale.

Risvolti grotteschi a parte, questa notizia contribuisce a rendere ancora più triste e depressivo il clima, già difficile, che stiamo vivendo da quando ci troviamo in questo lungo tunnel del Covid.
C’eravamo illusi, nei primi giorni del lockdown, poco meno di due anni fa, quando molti sventolavano bandiere dalle finestre o cantavano da balconi e terrazzi, c’eravamo illusi che la prolungata permanenza in salotto avrebbe indotto molte coppie ad aumentare la frequenza dei rapporti intimi, perché non più soggette alle distrazioni della vita fuori casa.

I primi dati, arrivati dopo qualche mese, ci hanno mostrato un realtà ben diversa: tante coppie, invece di rinsaldare il loro legame, sono scoppiate. Sono aumentate le liti e le separazioni. C’è chi ha scoperto di non sopportarsi più.
Ed è stato questo il primo danno collaterale della pandemia. Ora arriva il dato, traumatico, dell’appassimento del desiderio. In fondo, a pensarci bene, non era tanto difficile arrivare a una simile conclusione. Con la pandemia ci sono meno occasioni di incontro, meno feste, meno balli, meno inviti a cena. Come si fa, del resto, a chiedere a un’affascinante e giovane donna, di cui ci si sta per innamorare, di mostrare il green pass prima di darle un bacio? Con la Ffp2 le labbra si rattristano.

Più in generale, potevamo ricordarci di un vecchia massima popolare che, in forma ingentilita, suona più o meno così: l’organo sessuale non vuole pensieri. E, di pensieri, la pandemia ne ha prodotti parecchi, in parecchia gente.
Una domanda in conclusione: dove finiranno i preservativi invenduti? È probabile che si trasformeranno in gavettoni. Ma bisogna attendere l’estate. Da stagione dell’amore a stagione degli scherzi. Speriamo almeno di recuperare un po’ di allegria.

Aldo Di Lello

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

A novembre in aumento la produzione industriale

Articolo successivo

Gemelli Giglio di Cefalù, interventi di ginecologia oncologica con robot

0  0,00