“Mulinobianco, back to the green future” al Teatro India di Roma

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Babilonia Teatri porta al Teatro India di Roma dal 25 al 30 gennaio lo spettacolo Mulinobianco, back to the green future, una riflessione -affidata sul palco a due bambini che parlano a una platea di adulti- sulla relazione che abbiamo instaurato con il pianeta che abitiamo.

In Mulinobianco, come già in altri spettacoli, la compagnia di Verona delega la rappresentazione a cittadini qualsiasi, i figli in questo caso, una scelta che tende a enfatizzare il messaggio da trasmettere.
Attraverso i loro proclami e le loro provocazioni, i bambini ci interrogano sulle nostre responsabilità, ponendoci domande che solo i bambini possono porre. Disegnano un quadro inquietante nel quale siamo ritratti di spalle. In fuga. A testa china. Intenti nelle più svariate occupazioni, ma incapaci di vedere dove siamo e cosa stiamo facendo. Contrappongono la fine e l’inizio: un Eden perduto e lontano, verso il quale nessuno di noi vorrebbe tornare, e un tramonto che ci spaventa, ci attrae e ci inghiotte. Ci consegnano un mazzo di fiori finti, senza chiarire se siamo chiamati a riconoscere che anche i polimeri sintetici possono essere belli o se vogliono ricordarci che le piante torneranno presto ad essere le sole padrone del mondo.

Babilonia Teatri è una formazione entrata con passo deciso nel panorama teatrale contemporaneo distinguendosi per un linguaggio che a più voci viene definito pop, rock, punk. I fondatori del gruppo, Enrico Castellani e Valeria Raimondi, compongono drammaturgie dall’incedere unico, sorta di litanie scolpite nelle contraddizioni dell’oggi, portate in scena con attitudine ribelle. Hanno indagato diverse angolazioni della vita di provincia, cristallizzandola come microcosmo di un dolore universale, affrontato con coraggio dissacrante. Coraggio che è valso al gruppo il prestigioso Leone d’argento della Biennale di Venezia.

La compagnia si caratterizza per il suo sguardo irriverente e divergente sull’oggi che mostra i nervi scoperti del nostro tempo. Per uno stile fuori dagli schemi che intende il teatro come specchio della società e della realtà. Attraverso l’uso di nuovi codici visuali e linguistici esprime la necessità e l’urgenza dell’interrogazione, per far emergere conflitti e tensioni, con ironia e cinismo, affetto e indignazione.

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