Navi russe nel Mediterraneo e aerei Nato: prove di guerra a casa nostra

giovedì, 3 Febbraio 2022
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Un gruppo di sei navi militari russe ha attraversato lo stretto di Sicilia e si sta dirigendo verso il Mediterraneo orientale (stretto di Messina compreso). Sono navi anfibie appartenenti alla flotta del Baltico e del Nord.
A breve, a questo gruppo navale potrebbe unirsi un’altra formazione composta dall’incrociatore lanciamissili Varyag, dal cacciatorpediniere Ammiraglio Tribuc e dalla nave rifornitrice Borius Butoma. Attualmente, sta incrociando nel Mediterraneo anche la nave spia Vassily Tatischev.

Come spesso accade in simili frangenti, la scusa per schierare dispositivi bellici è sempre la stessa: esercitazioni militari. Infatti, il 21 gennaio scorso il Ministero della Difesa russo aveva preannunciato l’inizio di imponenti esercitazioni navali. Ma viene il sospetto che sia proprio una scusa bella e buona.

Una simile concentrazione di mezzi russi nel Mediterraneo è un evento del tutto eccezionale. E poi la domanda sorge spontanea anche a chi non è particolarmente esperto di tattiche militari: perché la Russia ha inviato nel mare nostrum sei navi militari anfibie? Le navi anfibie servono a trasportare corpi speciali di incursori – marines, per attaccare le coste, invadere il territorio nemico e infiltrarsi al suo interno. Esattamente lo scenario di un attacco russo all’Ucraina dal mar Nero!

Però, c’è da dire che, se la presenza di navi militari russe nel Mediterraneo è cospicua, le forze navali della Nato che stanno convergendo nella zona sono davvero impressionanti. Si parla di ben tre gruppi portaerei Nato (americano, francese e italiano).
Il comando Nord Atlantico ha fatto tallonare la flottiglia russa dalla fregata norvegese Fridtjof Nansen e poi l’ha fatta sorvolare da un pattugliatore Boeing EP-8, decollato dalla base di Sigonella.

Ora la Nato cerca di capire le prossime mosse dei russi. Le navi russe sono dirette nel mar Nero per attaccare l’Ucraina? Oppure vogliono fare solo azione di disturbo nei confronti dell’esercitazione Nato che si sta svolgendo al largo della Calabria? Interrogativi inquietanti ai quali è difficile dare risposta.
Una cosa è sicura, il traffico militare nel Mediterraneo sta diventando sempre più intenso, a mano a mano che la crisi in Ucraina si aggrava.

La tensione nell’area del Mediterraneo orientale è altissima. Il rischio che la situazione possa sfuggire di mano da un momento all’altro non è mai stato così elevato.
Si prepara una guerra regionale o forse mondiale, oppure è soltanto uno schieramento di forze a scopo dissuasivo o tattico. Il silenzio dei leader mondiali al riguardo è così plumbeo che non filtra nemmeno un sussurro. Non resta che formulare ipotesi. Soltanto ipotesi.

Francesco Tallarico

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