Pronto, chi compra? Con Iliad continua la spesa dei francesi in Italia

giovedì, 10 Febbraio 2022
2 minuti di lettura

Niente da fare, il mercato della telefonia italiano non riesce proprio a sostenere la libera concorrenza.

Nel 2018 l’Antitrust europeo accolse l’ingresso in Italia dell’operatore low cost francese Iliad perché voleva migliorare le condizioni dei consumatori, “stretti” dall’oligopolio Tim-Vodafone-Wind. Tempo tre anni e stiamo per tornare al punto di partenza, con Iliad al posto di Vodafone Italia, che starebbe per essere inglobata dal colosso francese.

È notizia di ieri che il patron Xavier Niel ha fatto un’offerta sul 100% di Vodafone Italia, la controllata locale del gruppo telefonico britannico, per una cifra che non è stata diffusa. Secondo le voci di corridoio che circolano nelle due aziende l’offerta sarebbe buona ma non eccezionale. Il problema è che le valutazioni sul valore di Vodafone variano molto nelle stime degli analisti: se Bnp Paribas la valuta appena 7 miliardi di euro, secondo Deutsche Bank il valore sarebbe più che doppio (16 miliardi). Probabilmente la verità – e l’offerta Iliad – stanno nel mezzo, intorno agli 11 o 12 miliardi.

Le poche informazioni disponibili sono state diffuse dal CEO Thomas Reynaud durante un’intervista al quotidiano Le Monde (scelto probabilmente perché è un giornale amico, in quanto Xavier Niel possiede il 49% delle sue quote e di fatto lo controlla).
Attualmente Iliad controlla, con 8 milioni di clienti, circa il 10% del mercato della telefonia mobile italiana; un ottimo risultato per un operatore arrivato di recente sul mercato, ma ottenuto a caro prezzo. Per conquistare utenti ha applicato una politica dei prezzi molto aggressiva che è costata quasi 450 milioni di euro di perdite operative tra il 2018 e il 2020. Ecco perché l’acquisizione di Vodafone è fondamentale: inglobandola si assicurerebbe non solo i suoi 18 milioni di clienti – arrivando a occupare un terzo del mercato – ma pure l’ottima rete Vodafone, evitando costosi investimenti futuri.

Gli inglesi non sembrano affatto restii a disimpegnarsi dal nostro Paese: secondo il ceo di Vodafone Nick Read il mercato europeo delle telecomunicazioni è diventato molto meno redditizio che in passato e qualche consolidamento sarà necessario non solo da noi, ma probabilmente pure in Spagna e nel Regno Unito.
Il principale ostacolo all’operazione è sempre l’Autorità garante della concorrenza Ue, che però pare essersi rassegnata al fatto che l’Italia è un paese dal mercato non abbastanza ampio per sostenere quattro grandi player.

Nulla di male in questo, in fondo parliamo di libere operazioni di mercato; a destare un minimo di preoccupazione è la disinvoltura con la quale la Francia ha ripreso a riempire il suo carrello della spesa di aziende italiane o comunque operanti in Italia; dopo la conquista di FCA (perché Stellantis, per chi non se ne fosse accorto, è in tutto e per tutto un’azienda che fa capo a Parigi) e l’interessamento di Air France per Ita sarà bene che il governo cominci a chiedersi se questo avvicinamento con i cugini d’oltralpe non rischi di trasformarsi in un abbraccio mortale per la nostra indipendenza economica e finanziaria.

 

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