Nulla di più lontano dai nostri giorni, fu quella serata di Sabato 3 settembre 1951, data non solo di una frivola festa in un prestigioso palazzo Veneziano, ma di un evento mondano esclusivo, rimasto così impresso nella memoria da divenire leggenda.
Innumerevoli gli ingredienti che hanno fatto di questo ‘ bal masqué ‘ il ricevimento del secolo: il primo evento mondano veramente degno di nota dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, un ritorno al lusso e alla grande tradizione dei balli in maschera settecenteschi. L’evento, degno di Casanova e in linea con quelli, negli anni precedenti la guerra, scandalosamente celebri di Elsa Maxwell e altri miliardari europei o americani, ha avuto come preziosa cornice lo storico Palazzo Labia con gli splendidi affreschi dei Tiepolo. In quegli anni il Palazzo era stato acquistato e restaurato da Charles Beistegui, non un ospite qualunque ma un eccentrico personaggio di origini ispanico-messicano, nato a Parigi, educato a Eton, ultra miliardario e grande collezionista d’arte e castelli, invidiato per il suo attico negli Champs-Elysées costruito da Le Corbusier con un giardino pensile disegnato da Salvador Dalì.
Questo può far capire anche il calibro degli invitati di quel famoso ballo di cui stiamo parlando: ‘Le Bal Oriental’ con oltre 1000 ospiti altrettanto spettacolari come l’Aga Khan III, l’ereditiera Barbara Hutton, la diva di Hollywood Gene Tierney, la Contessa Jaqueline De Ribes, lo stilista Jacques Fath, il conte Armand de La Rochefoucauld, Duff e lady Diana Cooper, Daisy Fellowes, Orson Welles, il Baron de Chabrol, la principessa Caetani , il grande fotografo Cecil Beaton, Gala e Salvador Dalì, il baron de Redé, il principe e la principessa Chavchavadze, il gioielliere Fulco di Verdura, la principessa Guislaine de Polignac, Deborah Cavendish duchessa di Devonshire, Marella Caracciolo, il re Faruq d’Egitto, Helene Rochas, Christian Dior, Arturo e Patricia Lopez-Willshaw, la principessa Natalia Pavlovna Paley, la principessa Colonna… solo per citare i nomi più altisonanti. Il Gotha europeo al completo era presente quella sera.
Charles de Beistegui ricevette i suoi illustri ospiti in broccato rosso con una lunga parrucca dai candidi ricci, calzando vertiginosi coturni da 40 cm per dare slancio alla sua piccola figura. Oltre a Dior e Dalí, creatori dei costumi, erano presenti Nina Ricci e un giovane Pierre Cardin, che disegnò oltre 30 costumi iniziando la sua sfolgorante carriera nella moda.
Per le foto, naturalmente c’era l’amico Cecil Beaton che su Life ha illustrato il fasto e l’opulenza di una serata che riportò Venezia agli splendori della fine del XVIII secolo prima della caduta della Repubblica.
Oggi, sfogliando quelle foto in splendido bianco e nero, non ci resta che sognare un tempo perduto e quasi irreale che ci consegna un sapore e un gusto dissolti in un’aura irripetibile, che proprio in quella notte unica segnò l’apice e la caduta di un’epoca. Palazzo Labia infatti non vivrà mai più quel fatidico risveglio e sarà venduto all’asta poco dopo, acquistato dalla Rai come sede regionale.


