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Zelensky e la Nato, un ex comico in una tragedia

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Chi conosce il curriculum vitae del presidente dell’Ucraina, sa che Mister Volodymyr Zelensky, prima di candidarsi alle elezioni presidenziali, faceva il comico televisivo. Da artista dello spettacolo, quindi, alla politica. Quasi peggio di Berlusconi, che, almeno, prima di entrare in politica, del calcio, dell’impresa e dei canali televisi Mediaset faceva il patron.

Ascoltando le ultime dichiarazioni di Zelensky si ha l’impressione, infatti, che stia continuando a fare il comico. Il passaggio da un mestiere all’altro non è sembrato così netto, ma piuttosto sfumato.
Alla conferenza sulla sicurezza, che si è tenuta a Monaco di Baviera qualche giorno addietro, ha acccusato gli occidentali di voler acquietare la Russia e ha chiesto un calendario per l’adesione dell’Ucraina alla Nato. Davvero umoristico. Quella dell’adesione dell’Ucraina alla Nato, per la Russia, è la linea rossa, che l’Occidente non può attraversare, pena lo scoppio della terza guerra mondiale. Tanto è vero che il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, si è affrettato a dichiarare che l’ingresso dell’Ucraina nella Nato “è una questione paradossale”, perché “non è e non sarà in agenda”.

Ma Zelensky ne ha sparata un’altra ancora più grossa, dicendo che l’Ucraina potrebbe considerare il Memorandum di Budapest come un trattato non più valido! Il Memorandum di Budapest sulle garanzie di sicurezza, per chi non ricorda, è un accordo firmato il 5 dicembre 1994, in forza del quale l’Ucraina ha accettato di smaltire l’enorme scorta di armi nucleari, che ha ereditato in seguito alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, e di aderire al trattato di non proliferazione delle armi nucleari. Buffa la dichiarazione di Zelensky di recedere unilateralmente dal Memorandum! Se ciò accadesse, la Russia si ritroverebbe al confine ovest un paese come l’Ucraina, non solo ostile, ma anche munito di armi atomiche!

Il bello è che, dopo aver sparato urbi et orbi queste dichiarazioni roboanti e guerrafondaie, poche ore fa Zelensky ha chiesto il cessate il fuoco immediato.
Ci sarebbe da ridere. E invece c’è da piangere.
La guerra, quella vera, è cominciata sulla linea di confine tra l’Ucraina e le repubbliche separatiste filorusse di Donetsk e Luhansk. Con le armi quelle vere, che uccidono, missili, colpi di mortaio, bombe etc. Con la classica propaganda di guerra che è sempre la stessa “avete cominciato a sparare prima voi”; no rispondono gli altri, “siete stati voi”. Con le prime migliaia di profughi, che fuggono terrorizzati dai territori interessati dalle operazioni militari. Una guerra che si combatte nel cuore dell’Europa orientale e che rischia di incendiare tutto il continente e forse il mondo intero. Zelensky sarà pure un ex comico, ma stavolta ha sbagliato copione, qui sta iniziando una tragedia.

Francesco Tallarico

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