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Turchia e Israele falsi amici della Russia o veri nemici?

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Da quando è iniziato l’attacco dell’esercito russo in Ucraina, due paesi, facenti parte del blocco occidentale, si sono smarcati dal coro di accuse nei confronti della Russia per aver invaso l’Ucraina e hanno adottato una politica più amichevole. I due paesi in questione sono la Turchia e Israele.

La Turchia, fin dall’esordio dell’invasione russa in Ucraina, si è dichiarata neutrale, non potendo prendere posizione né a favore dell’Ucraina, né a favore della Federazione Russa. Con questo atteggiamento neutrale, i turchi si sono proposti per una mediazione internazionale tra i due belligeranti. L’offerta di mediazione non è stata presa in considerazione fino ad ora.

Israele, invece, non si è dichiarato neutrale, ma ha criticato blandamente l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. Ciò non ha impedito al Premier israeliano Naftali Bennet, di offrirsi come mediatore tra Russia e Ucraina. Due giorni fa Bennet è volato a Mosca, ha incontrato Vladimir Putin e ha avuto un colloquio di qualche ora, definito “inusuale”. Dopo di che ha telefonato a Zelensky ed è andato in visita dal Cancelliere tedesco Scholz.

MA RUSSIA E TURCHIA IN QUESTO FRANGENTE SONO VERI AMICI DELLA FEDERAZIONE RUSSA?
Basta analizzare alcuni fatti oggettivi per trarre conclusioni se non proprio negative, quanto meno dubbie.
La Turchia ha concesso all’Ucraina la licenza per la fabbricazione dei droni turchi per uso militare Bayraktar2. Questo è ormai noto alle cronache, come anche la distruzione della fabbrica da parte dei russi.
Un video postato nel sito “Autorasito.altervista.org” nell’articolo del 5.3.2022 dal titolo “Operazione delle Forze Armate Russe in Ucraina – XIII^ parte” riprende il ritrovamento in una base degli estremisti ucraini di Settore Destro, in una località imprecisata, di un’enorme quantità di materiali per realizzare bombe telecomandate, ma soprattutto di una bandiera turca e fotografie di mercenari stranieri.

Quanto alla chiusura degli stretti del Bosforo e dei Dardanelli da parte della Turchia, che dire? E’ un atto dovuto? In effetti il Trattato di Montreux prevede la chiusura degli stretti da parte della Turchia in caso di guerra. Ma la norma poteva essere interpretata anche in modo più elastico da parte turca.
Gli israeliani, poi, continuano a lanciare missili contro le postazioni siriane, l’ultimo episodio è di qualche giorno fa. Ciò, nonostante le pressanti richieste dei russi di fermare tali attacchi, che mettono in pericolo non soltanto i militari siriani, ma anche quelli russi operanti in Siria.
Insomma, viene in mente il vecchio proverbio “dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io”.

Francesco Tallarico

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