Al via la trattativa per il rinnovo del contratto elettrico. Sindacati: “Serve intesa rapida”

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Buone notizie per il settore elettrico in un momento di grande crisi energetica, come quello che si sta vivendo oggi in conseguenza della guerra in Ucraina che sta avendo ripercussioni molto pesanti sull’intero comparto. Aumento delle bollette, rischio di blackout energetico sono i rischi che preoccupano di più gli italiani di fronte alle sanzioni imposte contro la Russia dall’Europa e le minacce di ritorsioni di Mosca.

Si è infatti aperta questa mattina a Roma la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore elettrico scaduto il 31 dicembre scorso e che interessa circa 53 mila lavoratori impiegati in oltre 130 aziende.

Lo Speciale conosce bene i termini della vertenza, avendo più volte intervistato sul tema il segretario della Flaei-Cisl Amedeo Testa (nella foto) presente al tavolo delle trattative insieme agli altri rappresentanti sindacali di categoria.

All’incontro presso la sede di Confindustria c’erano infatti in presenza le segreterie nazionali di FILCTEM, FLAEI e UILTEC, e le rappresentanze delle associazioni datoriali di Elettricità Futura, Utilitalia, Energia Libera e delle aziende Enel, Terna, Sogin con in collegamento da remoto la delegazione trattante.

Le organizzazioni sindacali, nella piattaforma inviata alle controparti lo scorso 23 dicembre, consapevoli del contesto di grande cambiamento derivante dalla transizione energetica e della digitalizzazione che il settore elettrico è chiamato ad affrontare, hanno messo al centro delle richieste l’attenzione all’occupazione attraverso il consolidamento dell’apprendistato, condizioni economiche e normative migliorative sia per i neoassunti, sia per tutti i lavoratori del settore.

I tempi brevi del rinnovo contrattuale dovranno conciliarsi anche con: la piena esigibilità del protocollo sulla solidarietà occupazionale; la partecipazione dei lavoratori dentro le singole aziende e ANCHE attraverso il rafforzamento dell’osservatorio di settore; la riduzione dell’orario di lavoro legata alla formazione e ad una richiesta di aumento salariale di 195 euro per il triennio 2022 – 2024 insieme al potenziamento del welfare contrattuale.

Inoltre, la creazione di un ecosistema del mondo elettrico e la formazione continua sono gli strumenti per consolidare l’occupazione a fronte delle ingenti risorse che le aziende del settore dovranno gestire. Proprio per questo sarà importante investire per innalzare le competenze e garantire il know how opportuno per superare questa transizione nevralgica per il futuro del Paese.

Infine, il modello contrattuale in vigore ha dimostrato di reggere gli urti degli anni complicati e difficili della pandemia prima e della guerra oggi in corso in Ucraina, per questo sarà quanto mai necessario che “La distribuzione degli aumenti nel triennio dia risposte importanti a partire dall’anno in corso. Motivo per il quale questo contratto va chiuso in tempi rapidi, prima delle vacanze estive” hanno ribadito i segretari generali di Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil, Falcinelli, Testa, Pirani al tavolo con le controparti.

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