Altems, troppi posti in intensiva occupati in Calabria e Sardegna

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ROMA (ITALPRESS) – Quando mancano meno di 24 ore dalla fine dello stato di emergenza che decade dopo circa due anni, è rischio per Sardegna e Calabria: infatti, al 28 marzo le due regioni hanno numeri "da zona gialla", superano, cioè, le soglie di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e di Area Non Critica, che erano state rispettivamente fissate al 10% e 15%, dal decreto legge 23 luglio 2021, n. 105 "Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche". "Nell'ultima settimana – ribadisce il professor Americo Cicchetti, direttore dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell'Università Cattolica (ALTEMS) – tornano a superare le soglie di pericolo. A poco più di un mese dalla discesa della curva della quarta ondata, il contagio preoccupa nuovamente e come un semaforo lampeggiante ci suggerisce che alcune misure sanitarie vanno ancora mantenute in queste settimane, continua Cicchetti. Questo alert arriva oggi, giornata in cui termina lo stato d'emergenza per la pandemia da Covid-19, conclude Cicchetti, oltre che ultimo giorno del Generale Francesco Paolo Figliuolo alla guida della Struttura Commissariale a cui esprimo, a lui e al suo gruppo, i ringraziamenti a nome di ALTEMS per quanto fatto in questi ultimi 396 giorni". È quanto emerso dalla 91ma puntata dell'Instant Report Covid-19, una iniziativa dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica di confronto sistematico dell'andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale. L'analisi riguarda tutte le 21 Regioni e Province Autonome italiane. Il gruppo di lavoro dell'Università Cattolica è coordinato da Americo Cicchetti, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore con l'advisorship scientifica del Professor Gianfranco Damiani e della Dottoressa Maria Lucia Specchia del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene). A partire dal Report 4 la collaborazione si è estesa al Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario dell'Università Cattolica (Professor Eugenio Anessi Pessina) e al Gruppo di Organizzazione dell'Università Magna Græcia di Catanzaro (Professor Rocco Reina). Il team multidisciplinare è composto da economisti ed aziendalisti sanitari, medici di sanità pubblica, ingegneri informatici, psicologi e statistici. La finalità è comprendere le implicazioni delle diverse strategie adottate dalle Regioni per fronteggiare la diffusione del virus e le conseguenze del Covid-19 in contesti diversi per trarne indicazioni per il futuro prossimo e per acquisire insegnamenti derivanti da questa drammatica esperienza. In merito agli aspetti epidemiologici si confermano le differenze importanti in termini di incidenza della diffusione del Covid-19 nelle diverse Regioni che proseguono anche nella Fase 2. I dati (al 28 Marzo 2022) mostrano che la percentuale di casi attualmente positivi (n = 1.254.056) sulla popolazione nazionale è pari a 2,10% (in aumento rispetto ai dati del 21/03 in cui si registrava lo 1,97%). La percentuale di casi (n= 14.396.283) sulla popolazione italiana è in aumento, passando dal 23,30% al 24,14%. L'incidenza settimanale corrisponde al numero di nuovi casi emersi nell'ambito della popolazione regionale nell'intervallo di tempo considerato. La settimana appena trascorsa evidenzia un leggero calo dell'incidenza settimanale, registrando un valore nazionale pari a 719 ogni 100.000 residenti rispetto ai dati del 21/03 (pari a 723 ogni 100.000 residenti). Il primato per la prevalenza periodale sulla popolazione si registra in PA Bolzano (38,42%), in Veneto (30,30%) ma è in Sicilia (4,66%) e Basilicata (4,49%) che oggi abbiamo la maggiore prevalenza puntuale di positivi, con valori in leggero aumento nelle altre regioni, e con un media nazionale pari a 2,14% (in aumento rispetto ai dati del 21/03, pari a 2,03%). Dal report 25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell'intervallo di tempo considerato (casi già positivi all'inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). Nell'ultima settimana la prevalenza periodale in Italia è pari a 2.789 casi ogni 100.000 residenti, in aumento rispetto ai dati del 21/03 (2. 502 casi ogni 100.000 residenti). Dal report 25 è stata analizzata la letalità grezza apparente del COVID-19 nelle Regioni italiane nell'ultima settimana che corrisponde al numero di pazienti deceduti nell'ambito dei soggetti positivi al COVID-19 nell'intervallo di tempo considerato. È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: nei 7 giorni tra il 18 ed il 24 marzo 2020 la letalità grezza apparente, a livello nazionale, è stata pari al 61,80 x 1.000. Nell'ultima settimana il dato più elevato si registra in Toscana a 1,11 per 1.000 e in Sardegna pari a 1,00 per 1.000, nonostante siano ben lontani dal valore massimo registrato a marzo; la letalità grezza apparente, a livello nazionale, è pari al 0,48 per 1.000 in calo rispetto ai dati del 21/03 (0,53 x 1.000). Dal rapporto 26 è stata analizzata la mortalità grezza del COVID-19 nell'ultima settimana; la mortalità grezza corrisponde al numero di pazienti deceduti nell'ambito della popolazione di riferimento nell'intervallo di tempo considerato. È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: nei 7 giorni tra il 26 marzo ed il 1 aprile 2020 la mortalità grezza, a livello nazionale, è stata pari al 8,42 per 100.000. Nell'ultima settimana, la mortalità grezza apparente, a livello nazionale, è pari a 1,35 per 100.000 stabile rispetto ai dati del 21/03 (1,35 per 100.000). Il dato più elevato si registra in Sardegna al 2,57 per 100.000 e in Toscana a 2,26 per 100.000. Dal report 37 si è avviato il monitoraggio del confronto tra il numero di tamponi molecolari e il numero di tamponi antigenici per 1.000 abitanti. La Regione associata ad un numero maggiore di tamponi antigenici realizzati risulti essere il Veneto (64,49 per 1.000 abitanti), mentre la Regione associata ad un numero maggiore di tamponi molecolari realizzati risulti essere il Friuli-Venezia Giulia (18,28 per 1.000 abitanti). A livello nazionale, il numero di nuovi tamponi molecolari settimanali è pari a 9,70 per 1.000 abitanti mentre il numero di nuovi tamponi antigenici è pari a 37,72 per 1.000 abitanti. Dal report 33 è stato avviato il monitoraggio dei nuovi Ingressi Settimanali in Terapia Intensiva (x 100.000 ab.). Il valore medio registrato nel contesto italiano è pari a 0,53 x 100.000 ab. Le regioni che hanno evidenziato più ingressi nel setting assistenziale della terapia intensiva durante l'ultima settimana sono la Sardegna (1,00 x 100.000 ab.), la Calabria (0,96 x 100.000 ab.) e la Toscana (0,95 x 100.000 ab.). L'indicatore mette in relazione il tasso di saturazione dei posti letto in Terapia Intensiva con il tasso di saturazione dei posti letto in Area Non Critica. Le soglie del 20% – 30%, rispettivamente di Terapia Intensiva e Area Non Critica, sono individuate dal DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n. 105 "Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche" come le percentuali entro le quali le Regioni rientrano in Zona Gialla. Al 28 marzo 2022 Calabria e Sardegna si posizionano nel primo quadrante registrando tassi di saturazione, sia in relazione ai posti letto di Area Non Critica che in relazione ai posti letto di Terapia Intensiva, oltre le rispettive suddette soglie. (ITALPRESS). tvi/com 31-Mar-22 14:23

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