La preside e il ragazzo, di scandaloso c’è solo il tritacarne mediatico

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Per ironia della sorte, fa di cognome Quaresima la preside del liceo romano finita nel tritacarne mediatico per una presunta love story con uno studente. È stata infatti lapidata in un’Italia dove il Carnevale non finisce mai. Dove tutto è scherzo e nulla è serio. Dove tutto si tratta con leggerezza, a partire dall’immagine di persone, personaggi e istituzioni, come appunto la scuola e tutto ciò che vi ruota intorno.

Non sappiamo che cosa sia realmente successo tra la dirigente scolastica e il ragazzo. Lo dovranno accertare gli ispettori dell’Ufficio Scolastico Regionale. Se l’esistenza una liaison, diciamo così, non conforme ai ruoli, fosse accertata, Sabrina Quaresima  rischierebbe pesanti sanzioni amministrative, anche se è bene precisare che non si configurerebbe in ogni caso alcun illecito penale, perché il giovane è maggiorenne (19 anni) e quindi si tratterebbe eventualmente di un rapporto tra adulti.

Ma comunque vada a finire, si deve chiaramente dire che il caso non meritava il clamore che ha ricevuto e che la preside doveva essere meglio rispettata. Sono state  costruite paginate di giornali sul nulla, su un pettegolezzo cresciuto su se stesso e sulle dichiarazioni di un giovanotto che ha scatenato un putiferio infinitamente più grande di lui e della sua giovanile vanità.

Non meritava di certo, la preside Sabrina Quaresima, la gogna che le è stata inflitta da un giornalismo scandalistico, volto a gratificare il moralismo guardone di una parte del pubblico, sempre in cerca, da un lato, di reprobi da fustigare, come pure, dall’altro, di angoli scabrosi da perlustrare. In questo caso saremmo nel pieno di una carnevalesca sfilata di maschere provenienti  dalla commedia pecoreccia italiana, le maschere di Alvaro Vitali e degli altri aspiranti mandrilli che sono comparsi sugli schermi dagli anni Settanta in poi. Parliamo in particolare delle maschere che hanno messo alla berlina i pruriti giovanili nel fortunato filone dedicato all’iniziazione sessuale dei ragazzi, una serie di film interpretati, tra le altre, da celebri e fascinose attrici come Laura Antonelli e Lisa Gastoni. Grazie Zia, Grazie Professoressa, Malizia e le sue sorelle.

Solo che il Pierino di questa storia, cioè il presunto concupito, non è né simpatico né divertente. È solo un piccolo scorpione che colpisce di sorpresa raccontando di atti sessuali in auto e di messaggi amorosi. Non sappiamo quale sia il suo nome. I giornali, povera creatura innocente, lo indicano solo con le iniziali, anche se è maggiorenne (ben diverso è stato il trattamento riservato alla preside). Né migliore figura la fanno i suoi amici e compagni di scuola, che hanno agito anch’essi nell’ombra attraverso scritte allusive e diffamatorie sui muri della scuola : «La laurea in pedagogia l’hai presa troppo seriamente». La calunnia è un venticello…

Del resto, pare che una parte degli studenti ce l’avesse con la preside per via del piglio decisionista che la dirigente prese in occasione dell’occupazione di dicembre, durata poco tempo a seguito della richiesta di intervento all’autorità di polizia. E anche una parte del corpo docente sembra che non amasse molto la dirigente: qualcuno, in particolare il vicepreside, ha ritenuto il suo atteggiamento troppo accentratore.

Insomma, da qualsiasi parte la vediamo, ci appare una storia misera. È una storia che si può svolgere solo in un’Italia piccola, cattiva e ridanciana, dove i sentimenti sono piccini e le risate fragorose, come a Carnevale, dove ogni scherzo vale… più della reputazione di una persona.

E pensare che in Francia una docente, Brigitte, molto più grande del suo allievo  è diventata first lady. E nessuno ha riso, nessuno s’è scandalizzato. Quell’allievo è diventato presidente della Repubblica.

Da questa triste storia italiana, da quello che finora ci ha fatto vedere, emerge invece la figura di un giovane che può al massimo aspirare a un ruolo comico in una sexy commedia di serie B.

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