La pandemia ha favorito le mafie, anche straniere: l’allarme della Dia

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Le mafie stanno aumentando la loro ramificazione nell’economia legale. L’allarme  proviene dalla Dia, che ha pubblicato il suo ultimo rapporto semestrale, relativo alla prima metà del 2021. A favorire Mafia S.p.a. è stata la pandemia, che ha permesso alla criminalità organizzata di coprire gli spazi lasciati vuoti dalle sempre più numerose imprese in difficoltà economica. A complicare lo stato della legalità in Italia è anche la crescita delle mafie straniere che operano nel nostro territorio.

L’unico dato, se vogliamo, positivo è la diminuzione degli omicidi di natura mafiosa. Ma non c’è comunque da stare allegri perché la capacità di inquinamento sociale della criminalità organizzata – che rappresenta poi il motivo più grave di allarme politico- risulta, non solo diminuita, ma anche accresciuta.

In un momento di generalizzata crisi economica, le imprese legate alla criminalità sono riuscite a sfruttare la loro sovrabbondante liquidità. «L’immediata disponibilità dei capitali illecitamente acquisiti dalle mafie –si legge nel rapporto Dia- potrebbe incidere, mediante le attività di riciclaggio, sulla capacità dei sodalizi di inquinare l’economia legale e di infiltrare la pubblica amministrazione per intercettare le risorse pubbliche immesse nel ciclo produttivo».

Le conseguenze più gravi sono l’intatta capacità di controllo del territorio e il possibile aumento del consenso sociale mafioso. Grande alleata delle mafie rimane  sempre la famigerata “area grigia” formata da professionisti senza scrupoli e pubblici funzionari corrotti. Tutto legale e tutto lindo in superficie. Tutto sporco e tutto marcio all’interno.

Per quanto riguarda le mafie straniere, le più pericolose risultano quella nigeriana e quella albanese. Le loro attività più redditizie sono rappresentate, accanto al traffico della droga, dal favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dallo sfruttamento della prostituzione e dalla tratta degli esseri umani.

Parliamo di mafie particolarmente spietate e il dato curioso è che riescano a convivere con la criminalità, per così dire, autoctona. Nel Nord del Paese, i boss nigeriani e quelli albanesi sono ormai autonomi e non hanno bisogno di alcun benestare da parte delle organizzazioni locali. Nel Sud hanno invece stabilito accordi di collaborazione con le mafie tradizionali. Singolare la situazione in Sicilia. «Lo scenario criminale siciliano –rileva sempre la Dia – si presenta variegato per la compresenza nel territorio regionale di organizzazioni di matrice mafiosa sia autoctone che allogene. Cosa Nostra non rappresenta l’unica matrice criminale di tipo mafioso».

Non bastava la mafia  nostrana, adesso ci dobbiamo sorbire anche dosi crescenti di quella d’importazione. Alla fine, l’unica globalizzazione che funziona a pieno regime rimane quella criminale.

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