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Il padiglione Bulgaria con con il progetto di Michail Michailov alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia

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Il Padiglione della Repubblica di Bulgaria alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è sostenuto dal Ministero della Cultura della Bulgaria ed è prodotto dalla Galleria Nazionale della Bulgaria. Commissario Iara Boubnova. Il Ministero della Cultura della Repubblica di Bulgaria e la Galleria Nazionale, Sofia hanno il piacere di annunciare la partecipazione della Bulgaria alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con il progetto There You Are di  Michail Michailov e curato da Irina Batkova.

Michail Michailov è un artista che opera con diversi mezzi come performance, disegni, video, sculture, installazioni attraverso le quali crea territori di meditazione in cui lo spettatore comprende aspetti impensati dell’esistenza. Il progetto There You Are esplora la dimensione dello Spazio Ravà per ridisegnarne i dettagli visibili e invisibili che compongono l’interno espositivo nel contesto del corpo e del suo rapporto con lo spazio vitale. Seguendo la geometria delle stanze, i mobili montati lungo le pareti, così come i dettagli architettonici, Michail Michailov conquista gli spazi liberi sotto e tra di essi e colloca i disegni della serie Dust to Dust in oggetti tridimensionali simili ai mobili stessi per forma e proporzioni, la cui presenza crea allo stesso tempo un ambiente sia minimalista che assurdo.

Questa serie, iniziata dall’artista 8 anni fa, ha vinto il primo premio alla mostra Drawing Now di Parigi nel 2018. Michail Michailov spiega il suo interesse di ricerca per le tracce dell’esistenza umana raffigurate in Dust to Dust come segue: “Dipingo la polvere, le macchie, le particelle di plastica inutili e la muffa che si accumulano nel mio studio. Cose causate sia dalla mia stessa esistenza sia da quella delle persone intorno a me. Tutte cose che vorremmo non vedere e preferiamo rimuovere o nascondere. Il processo di disegnare richiede quasi il tempo necessario affinché questo materiale si crei da solo. Cercando una risposta alla domanda: qual è il senso della vita? Mi rendo conto di quanto sia relativa la nostra risposta. Altrettanto relativo è lo sguardo dell’osservatore che spesso, guardando i miei quadri, difficilmente distingue tra la polvere reale e la polvere dipinta”.

Questo metodo sviluppato negli anni di tracciamento dell’accumulo quodiano, non così visibile, di spazzatura umana misura simbolicamente il tempo trascorso in una vita. Questo è uno degli aspe distruvi dell’esistenza del nostro habitat come specie e allo stesso tempo vuol essere una sfida alla nostra azione costante per distruggerlo.

I corpi bianchi geometrici inclusi nella mostra, simili a piedistalli da museo su cui sono aggancia spazzole, manici di scopa e pezzi di aspirapolveri mantengono lo spazio di There You Are in una tensione connua di presenza e assenza. La sporcizia virtuosamente dipinta e trasformata in un’opera d’arte e le sculture surrealische costruiscono la ricerca metaforica incessante del senso del trascorrere della quodianità.

I tenui accen di colore dei rifiu dell’uomo raffigura sono presenta nel mezzo del colore bianco, elemento predominante delle mostre di Michail Michailov. Il camice medico bianco, caraerisco delle sue esibizioni, spersonalizza il corpo mentre i ges dell’autore generalmente nascondono il suo volto, parte dell’identà umana. In questo modo, lui stesso diventa solo un elemento del ciclo umano in un macrocosmo di nascita e morte, in cui, limita dal tempo della nostra esistenza, non possiamo oenere risposte alle innumerevoli domande che ci poniamo.

L’idea della ripezione senza inizio e fine è incorporata nella serie visiva Just Keep on Going, anche essa presentata parzialmente nell’esposizione. Vengono mostrate azioni cicliche il cui senso si nasconde nel movimento stesso e non nel risultato finale causato da esso. Caurano l’interazione dell’arsta con un ambiente di vita distopico immaginario e il suo costante sforzo per dominarlo.

La finestra più grande dello Spazio Ravà con una piacevole vista sul giardino in There You Are, è nascosta dall’installazione Headspacing. Si traa di una struura che permee solo una visuale dall’esterno verso l’interno araverso un’apposita apertura in cui l’osservatore deve appoggiare la testa. L’unico modo per l’arsta di far parte fisicamente della propria mostra è durante l’esibizione, all’apertura del padiglione. La sua visione araverso l’Headspacing rappresenta simbolicamente la riflessione dell’arsta sullo spazio appena creato pieno di figure mentali. Questa riflessione è alla base del ponte fenomenologico che ci permee di passare dall’interpretazione di una parcolare opera d’arte alla ricerca della verità ontologica fondamento dell’impulso della creazione dell’arte.

Il Padiglione della Repubblica di Bulgaria alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è sostenuto dal Ministero della Cultura della Bulgaria ed è prodoo dalla Galleria Nazionale della Bulgaria, con Commissario Iara Boubnova.

Michail Michailov è nato nel 1978 a Veliko Tarnovo, Bulgaria, vive e lavora a Vienna e Parigi. Dopo aver studiato Arte, ha lavorato per alcuni anni con il gruppo arsco Gelin. Oltre a numerose residenze e premi, ha ricevuto il Drawing Now Paris Art Award 2018. Michailov sfrua la sua formazione classica in Belle Ar come base per un lavoro crico, sperimentale e basato sui processi esplorando i temi aorno agli ideali di perfezione e alle quesoni dell’esistenza.

Irina Batkova è una poetessa e curatrice indipendente, vive e lavora a Sofia. Le sue aree di ricerca sono varie ma si concentrano all’incrocio tra arte contemporanea e design, architeura, performance, video e prache dei nuovi media. Ha curato una vasta gamma di mostre, in sedi tra cui l’Arsenale di Sofia – Museo di Arte Contemporanea; Il Museo Statale di Arte Orientale, Mosca; Cisterna Basilica, Istanbul; The Ancient Baths Center for Contemporary Art, Plovdiv; Deposito portuale n.5, Varna; la Künstlerhaus di Vienna; e Akbank Sanat, Istanbul. È la fondatrice e curatrice di Art Project Depot, piaaforma per le ar e la cultura contemporanea.

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