Ucraina: lo stato della guerra oggi e i possibili sviluppi

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La buona notizia nella guerra in Ucraina è che nonostante tutto i negoziati vanno avanti. A parole almeno, la volontà di raggiungere un accordo fra le parti ci sta tutta, ma poi sono i fatti a smentire le buone intenzioni.

L’ultima notizia in ordine di tempo è che l’Ucraina ha offerto alla Russia una “sessione speciale di negoziati” a Mariupol, la città portuale sul Mar d’Azov che si trova assediata. Lo ha affermato Mykhailo Podolyak, consigliere della presidenza ucraina e uno dei negoziatori con la Russia. Un tentativo disperato, che come ha spiegato Podolyak punta a “salvare i nostri ragazzi, Azov, i soldati, i civili, i bambini, i vivi e i feriti. Tutti”.

La città infatti sta resistendo all’assedio dei russi ma è ormai allo stremo. Le forze di resistenza sono asserragliate nell’acciaieria Azovstal insieme a centinaia di civili e non hanno nessuna intenzione di arrendersi ai russi. Ma la situazione è disperata e ormai la capitolazione sarebbe questione di ore. Il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha annunciato che l’esercito russo avrà il controllo completo dell’acciaieria già questo pomeriggio. Anche il corriodoio umanitario a Mariupol non ha prodotto gli effetti sperati. Le autorità ucraine puntavano ad evacuare dalla città assediata seimila civili, tra cui molte donne e bambini, ma sono riusciti a portarne via solo poche decine.

Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky continua a chiedere l’aiuto dell’Europa: “‘Questo è il momento storico in cui possiamo imprimere la massima velocità per accelerare il nostro ingresso nell’Unione Europea – è tornato a ribadire – Abbiamo dimostrato che lo stato ucraino e le istituzioni pubbliche sono abbastanza efficaci da resistere anche alla prova della guerra. Stiamo già facendo per proteggere la libertà nel continente europeo più di quanto non abbiano mai fatto altre nazioni. E vedo da parte di tutti i nostri amici nell’Unione Europea il desiderio di promuovere al massimo il nostro percorso”. E mentre chiede di affrettare l’adesione alla Ue, il presidente ucraino continua a valutare come insufficienti le sanzioni contro la Russia e gli aiuti militari forniti a Kiev. Un chiaro invito a fare di più per permettere all’Ucraina di resistere e difendersi.

E da Mosca? Se non fosse ancora chiaro ieri i russi hanno ribadito che la guerra finirà soltanto quando sarà cessata la minaccia della Nato. “La guerra della Russia in Ucraina terminerà quando la Nato smetterà di utilizzare il territorio ucraino per minacciare Mosca – ha detto l’alto funzionario del ministero degli Esteri russo Alexey Polishchuk all’agenzia di stampa Tass – L’operazione militare speciale terminerà quando i suoi compiti saranno assolti. Tra questi ci sono la protezione della popolazione pacifica del Donbass, la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina, nonché l’eliminazione delle minacce alla Russia provenienti dal territorio ucraino a causa della sua presa da parte di paesi Nato”. E certamente la notizia dell’ormai prossima adesione di Svezia e Finlandia all’Alleanza Atlantica non ha contribuito a freddare la tensione. 

Intanto l’Europa e l’Occidente continuano a muoversi su un doppio binario: il rafforzamento delle sanzioni contro Mosca e l’invio di armamenti a Kiev. Ivo Schmidt responsabile della direzione Energia della Commissione europea ha detto: “La Commissione Ue sta lavorando al sesto pacchetto di sanzioni e il petrolio sicuramente ci sarà. Sappiamo che l’impatto sarebbe enorme sulla Russia, che è il secondo esportatore di petrolio dopo l’Arabia Saudita al mondo e la metà del suo export va nel mercato premium dell’Ue per un totale che nel 2020 è stato di circa 45 miliardi di euro”. Gli Stati Uniti dal canto loro hanno attivato nuove sanzioni commerciali mettendo nel mirino la banca commerciale Transkapitalbank e una rete globale di oltre 40 individui ed entità.  Biden ha poi annunciato che dall’America continueranno ad arrivare armi e munizioni all’esercito ucraino.

La situazione insomma non sembra fare ulteriori passi in avanti in direzione della pace, anzi. La Russia ha annunciato addirittura di aver testato con successo un nuovo missile balistico intercontinentale, il Sarmat, capace di  “penetrare ogni sistema di difesa missilistica esistente o futura”. Il presidente Vladimir Putin ha affermato che “il nuovo missile darà garanzie di sicurezza alla Russia contro le attuali minacce e farà riflettere coloro che stanno minacciando la Russia”. Ogni riferimento alla Nato non è ovviamente puramente casuale.

Anche se alla fine nessuno sembra volersi azzardare a superare la linea rossa, la minaccia della terza guerra mondiale sembra sempre dietro l’angolo fra annunci eclatanti, prove muscolari, provocazioni e minacce. E il mondo continua a restare con il fiato sospeso in attesa che dai tavoli negoziali esca, se non proprio una fumata bianca, almeno una grigia; per come stanno le cose sarebbe già un notevole passo avanti.

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